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A Roma il corteo "prima gli sfruttati" per dire basta al caporalato in agricoltura

Manifestazione a Roma organizzata dal sindacato Usb dopo la morte di Solumaila Sacko. "Siamo qui per dire a Salvini che per noi la pacchia non è finita, perché noi la pacchia non l'abbiamo mai conosciuta". Tra le richieste anche il miglioramento della condizioni di vita e di lavoro nella Piana di Gioia Tauro.

16 giugno 2018

ROMA - “ Stesso lavoro, stesso salario”, “no al lavoro nero”, “chi tocca uno, tocca tutti”. Con questi slogan ha sfilato per le strade di Roma il corteo “prima gli sfruttati” organizzato dal sindacato Usb (unione sindacale di base), dopo la morte di Solumaila Sacko, il sindacalista, ucciso a colpi di fucile nella baraccopoli di San Ferdinando in Calabria. I compagni del bracciante, originario del Mali, insieme ai lavoratori del sindacato e ai rappresentanti della società civile hanno sfilato da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni.

“Oggi a Roma c’è una bella piazza che vuole lanciare un messaggio chiaro, che parte da una convinzione: una civiltà che non riesce a risolvere i problemi che crea al suo stesso funzionamento è una società in decadenza - sottolinea Aboubakar Soumahoro, dirigente sindacale Usb -. E la nostra civiltà è in decadenza. Domina un linguaggio barbaro, ma non si può parlare di diritti senza parlare di giustizia sociale, di sessismo, di razzismo. Non si può parlare di solidarietà in quanto buonismo ma di solidarietà come capacità  di rispondere ai bisogni comuni - aggiunge -. Chi oggi sta governando si sta attivando contro la solidarietà ma noi non saremo mai strumento di agitazione di chi ha fallito in questi ultimi 20 anni. Non c’è speranza per il futuro senza solidarietà, non c’è speranza né futuro senza giustizia sociale”. 

Durante il corteo diversi slogan sono stati rivolti al ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Per noi la pacchia non è finita, perché per noi la pacchia non è mai esistita - ha gridato un manifestante - Noi siamo lavoratori, sfruttati, come lo era Soumaila Sacko. Diciamo a Salvini che la pacchia è finita per lui, noi vogliamo giustizia”. Emidia Papi, una sindacalista Usb ha ricordato che il problema dello sfruttamento in agricoltura riguarda anche i lavoratori italiani e il caso di Paola Clemente, morta di fatica nei campi di Andria. “Il problema della grande distribuzione, che fissa prezzi sempre più bassi per i prodotti è alla base dello sfruttamento - ha detto - ma noi continueremo a scendere in piazza con gli ultimi degli ultimi, finché ci sarà sfruttamento”. Tra le richieste della manifestazione, quella di migliorare le condizioni di vita dei lavoratori nella Piana di Gioia Tauro. “Sono anni che denunciamo la situazione di San Ferdinando - sottolinea Mamadou Dia operatore di Medici per i diritti umani, che lavora nella baraccopoli -. Siamo qui per dire basta, le persone non possono continuare a vivere e lavorare in quelle condizioni”. (ec) 

 

 

 

 

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