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Nel Vicentino un cimitero per i “bimbi mai nati”

Un’area di sepoltura per i bimbi mai nati. Sorge a Torri di Quartesolo, nel vicentino, “è su una piccola collina, ombreggiata dalla chioma di un albero, ed ospiterà tutti, sia gli aborti spontanei che quelli voluti”: così la descrive il presidente della Regione, Luca Zaia

19 giugno 2018

VICENZA - Un’area di sepoltura per i bimbi mai nati. Sorge a Torri di Quartesolo, nel vicentino, “è su una piccola collina, ombreggiata dalla chioma di un albero, ed ospiterà tutti, sia gli aborti spontanei che quelli voluti”: così la descrive il presidente della Regione Luca Zaia. Qui potranno essere sepolti i feti abortiti prima della 28^ settimana di gestazione.

La novità è stata introdotta da un recente emendamento, a prima firma dell’assessore regionale all’Istruzione e al Lavoro Elena Donazzan, che la definisce “un esempio di civiltà, nel rispetto della vita sin dal suo concepimento”. E aggiunge:  “L’emendamento votato dal Consiglio regionale – ricorda l’assessore – modifica la legge regionale del 2010 in materia funeraria, prevedendo l’obbligo di informare le famiglie sulla possibilità di dare sepoltura anche ai bambini scomparsi prima delle 28 settimane di gestazione. Nel caso in cui i genitori del bambino, in piena coscienza, non siano interessati alla sepoltura, sarà l’Ulss a farsene carico”.

È una scelta di civiltà, che supera l'ideologia – commenta Luca Zaia -: vogliamo garantire uno spazio per il dolore di quei genitori che non hanno mai potuto vedere e abbracciare il loro bimbo, ma anche ribadire quanto sia preziosa la vita fin dal suo concepimento”.
“Un ruolo importantissimo in questa iniziativa l’ha avuto il Movimento Aiuto alla Vita del Veneto e di Vicenza in particolare – conclude Donazzan –, a cui va il mio ringraziamento per la preziosa attività quotidiana che silenziosamente svolge nel dare  dignità alla vita e nella difesa dei più fragili”.

 

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