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Laboratori e spettacoli: a Danisinni apre il circo sociale (nato dal crowdfunding)

Fra' Mauro Billetta: "Un laboratorio di crescita per i giovani e una strada significativa per avvicinare Danisinni con il resto della città"

19 giugno 2018

Danisinni Circus
Danisinni Circus

PALERMO - L'arte circense per la rinascita culturale e sociale di Danisinni a partire dall'impegno dei bambini e giovani del quartiere. Con questo fine parte ‘Danisinni Circus’, il primo circo sociale permanente dentro il parco della chiesa di Sant'Agnese accanto la sua fattoria sociale. Ieri pomeriggio, per la prima volta, il circo ha aperto i suoi battenti, facendo sorridere grandi, giovani e bambini, con lo spettacolo dell'artista Andrea Farnetani e il suo Trick-Nic.

In questa prima fase sperimentale il periodo estivo sarà caratterizzato da diversi spettacoli di beneficenza che permetteranno al circo di affrontare le prime spese iniziali per l'allestimento del suo spazio artistico. Per l'occasione, domenica  23 giugno alle ore 21, il tendone ospiterà diversi artisti siciliani con uno spettacolo di circo contemporaneo.

Tutti i venerdì, invece, si svolgeranno dei laboratori sperimentali per i bambini aperti a tutta la città. L'intenzione in questa prima fase organizzativa è quella di fare partecipare circa una trentina di bambini di età compresa dai 7 ai 12 anni. Da settembre poi si avvierà una vera e propria programmazione che prevede anche la partecipazione dei ragazzi più grandi.

Tra gli obiettivi principali del progetto c'è anche quella di fare conoscere il quartiere nel suo processo di rinascita sociale favorendo la partecipazione delle famiglie di altre parti della città. "Quella di stasera è una bella iniziativa - dice infatti con soddisfazione Valentina Speciale mamma di un bambino di 7 anni che abita vicino al Politeama - che mi sta permettendo di conoscere da vicino una realtà di cui avevo sentito parlare ma che non conoscevo ".

L'artista Josh Rizzuto durante il lab circense - Foto Giulia Mast, studentessa ABA
L'artista Josh Rizzuto durante il lab circense - Foto Giulia Mast, studentessa ABA

"Abbiamo fatto incontrare dei sogni trovando attraverso l'arte ludico - creativa la modalità di aggregazione sociale - sottolinea il frate cappuccino Mauro Billetta parroco della chiesa di Sant'Agnese -. E' certamente una strada significativa per collegare ed integrare Danisinni con il resto della città. L'arte circense è sicuramente un canale prezioso e nello stesso tempo uno strumento importante per fare socializzare tutte le persone. Insieme a Daniele Nash e un gruppo di artisti con cui stiamo costituendo l'associazione 'Danisinni circus', vogliamo, infatti, proporre l'arte di strada come realtà privilegiata per la riflessione e la condivisione di alcuni aspetti sociali. In particolare, è già partito per i nostri ragazzi il primo laboratorio circense di giocoleria a partecipazione gratuita e nello stesso tempo diversi saranno gli spettacoli che proporremo per avviare una raccolta fondi che permetterà l'acquisto delle tribune, delle luci e degli allestimenti scenici".

"E' un'iniziativa che vuole dare sicuramente un respiro diverso ad un quartiere che è pieno di famiglie con bambini - dice pure Guido Ridolfo responsabile Caritas da 10 anni impegnato a Danisinni -. Oggi siamo una grande famiglia comunitaria in cui il circo sociale è senz'altro un grossissimo bene aggiunto che si realizza per sostenere tutta la collettività con un lavoro fatto di grande partecipazione tutta dal basso. Grazie soprattutto a tutti i padri francescani che si sono succeduti nel tempo oggi è cresciuta una comunità diversa che sta facendo allontanare a poco a poco tutti i pregiudizi e le chiusure sociali che per anni hanno riguardato Danisinni".  

"Credo fortemente che l'arte possa fare da propulsore per evolvere e fare crescere la cultura della civiltà di un Paese - dice pure Daniele Nash del Circ'Opificio-. L'arte ha, infatti, già in sé quella forte connotazione sociale in grado di incidere concretamente sul territorio. A Danisinni stiamo partendo dai bambini con un percorso non certo semplice se pensiamo che, alcuni di loro già a 10 anni, vengono catapultati troppo presto nel mondo degli adulti. Riuscire allora a catturare la loro attenzione diventa molto impegnativo ma in grado di portare a buoni risultati. L'intenzione è quella di farli soprattutto giocare in modo che, proprio attraverso il gioco, possano nello stesso tempo imparare a fare delle cose divertenti". "Il circo affascina, stupisce, emoziona ed è soprattutto un canale diretto che coinvolgendoli emotivamente li allontana da altre distrazioni - aggiunge ancora Nash -. Inoltre, proprio per favorire uno scambio arricchente dal punto di vista culturale abbiamo deciso di creare dei laboratori misti composti dai bambini provenienti sia dal quartiere ma anche da altre parti della città". "Il circo è un'arte che è in grado di coinvolgere tante persone - aggiunge anche Josh Rizzuto fondatore del Circ'Opificio - nella sua capacità più profonda di restituire a tutti qualcosa. In particolare, con questi ragazzi l'idea è quella di creare delle prime regole di convivenza sociale dove le prime sono quelle di cooperare, aiutarsi, assistersi a vicenda in modo che poi questo bagaglio culturale lo possano portare anche a casa all'interno delle loro famiglie ". (set)

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