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Migranti, 500 persone in attesa a bordo della Diciotti. Sbarco a Pozzallo

La Guardia Costiera conferma che la nave è a sud della Sicilia, dopo gli interventi di soccorso a largo della Libia. L’Unhcr: “Le persone soccorse in mare devono essere sbarcate il prima possibile. Occorre inoltre colmare un’assenza preoccupante di informazioni…”

19 giugno 2018

ROMA - "E' in navigazione, a sud della Sicilia, con oltre 500 migranti a bordo e in attesa di indicazioni sul porto dove dirigersi": così fonti della Guardia costiera italiana sulla situazione della nave Diciotti, dopo gli interventi di soccorso a largo della Libia. Secondo le informazioni disponibili, a bordo ci sono anche 42 migranti trasferiti dalla Trenton, la nave della Marina statunitense che li aveva raggiunti a 20 miglia dalle coste libiche dopo in naufragio del loro gommone e la morte di 12 loro compagni. Sulla Diciotti, una nave della Guardia Costiera, si trovano anche 481 persone soccorse venerdì da alcuni mercantili.
Secondo notizie dell'ultima ora, la nave Diciotti, dovrebbe sbarcare nella tarda serata nel porto siciliano di Pozzallo.

Unhcr: “Accelerare le procedure di sbarco”. L’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati reitera ai governi e alle autorità coinvolte la richiesta di accelerare le procedure per lo sbarco proprio delle 522 persone che da diversi giorni si trovano a bordo di una nave della Guardia Costiera Italiana, dopo essere stati salvati in diverse operazioni nel Mediterraneo centrale.
“Fra di loro – conferma l’Unhcr - 42 persone, superstiti di un naufragio avvenuto 9 giorni fa, che ha causato la perdita di almeno 12 compagni di viaggio. Sono persone a cui devono essere fornite urgentemente cure adeguate e assistenza psicologica, a terra”.

Commenta Carlotta Sami, portavoce Unhcr per il Sud Europa: “La sofferenza dei superstiti dei naufragi è enorme. Dopo un lungo e pericoloso viaggio dai loro paesi di origine, segnati dalle violenze e dagli abusi subiti lungo il percorso, hanno visto morire in mare compagni di viaggio, forse membri delle loro famiglie”.
L’Unhcr reitera l’imperativo umanitario urgente: “Le persone soccorse in mare devono essere sbarcate il prima possibile. Occorre inoltre colmare un’assenza preoccupante di informazioni circa la sorte di coloro che vengono intercettati e salvati nel Mediterraneo centrale, utile in particolare al personale umanitario impegnato nell’assistenza a terra”.
Fino ad oggi, nel 2018, sono circa 15.500 gli arrivi via mare in Italia, una diminuzione di circa l’80% rispetto al 2017. L’Unhcr si dice a favore di un “meccanismo regionale di sbarco sicuro e prevedibile e, in seguito allo sbarco, di un’adeguata condivisione della responsabilità, per evitare situazioni in cui i paesi siano penalizzati dal dover gestire da soli le procedure seguenti allo sbarco”.

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