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Rifugiati, arriva la “carta d’identità” dei servizi nelle 5 regioni del Sud

Una mappa dettagliata per sapere dove rivolgersi in caso di bisogno nelle regioni: Campania, Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia. L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito di Com.In 3.0, progetto cofinanziato da Unione Europea e ministero dell’Interno, nell’ambito del Fondo Asilo e che ha coinvolto anche il Consorzio Nova

20 giugno 2018

ROMA - Una mappa dettagliata per sapere dove rivolgersi in caso di bisogno. Una carta di identità dei servizi dedicati ai cittadini stranieri, migranti e rifugiati, nelle 5 regioni del Sud Italia (Campania, Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia). L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito di Com.In 3.0, progetto cofinanziato da Unione Europea e ministero dell’Interno, nell’ambito del Fondo Asilo e che ha coinvolto oltre le 5 regioni (con capofila la Campania) anche il Consorzio Nova.

In tutto sono circa 700 i servizi territoriali mappati, individuati grazie alla collaborazione degli operatori pubblici e del privato sociale.“Ci siamo resi conto che mancava un dato scientifico e rigoroso sull’offerta dei servizi - spiega Giampietro Losapio, direttore del Consorzio Nova -, oggi anche gli operatori pubblici, spesso non conoscono la realtà dell’ offertà di servizi per persone straniere e soggetti vulnerabili presente sul loro territorio. Partendo da questo gap, abbiamo deciso di coprirlo attraverso il lavoro capillare fatto in 18 territori provinciali di 5 regioni, sulla base delle conoscenze che gli stessi operatori pubblici hanno portato - spiega -. Nei fatti sono stati mappati 300 enti con quasi 700 servizi. Per ciascuno è stata realizzata una sorta di carta d’identità. Sono stati infatti descritti tutti gli elementi essenziali: a chi è rivolto, dove si trova, qual è il numero da chiamare, gli orari di sportello, e così via”.

Lo strumento, pensato per chi lavora a stretto contatto con i richiedenti asilo è stato pensato per essere implementato dagli utenti. “La caratteristica particolare è che si tratta di uno strumento dinamico - aggiunge Losapio - utilizzabile quindi dagli operatori da remoto e modificabile. Se gli operatori vengono a conoscenza di un servizio non mappato possono intervenire dalla propria postazione e integrare con tutte le informazioni possibili. La stessa operazione è possibile dal lato del privato sociale. Gli addetti ai lavori che vogliono arricchire la mappatura possono farlo.L’idea è di dare in mano alle persone che operano sul territorio  uno strumento di lavoro agile per orientare la popolazione straniera sul territorio con informazioni il più possibile concrete”.

La mappa, già online, ha intercettato un numero consistente di servizi, ma l’idea è di potenziarlo in futuro. “Le singole regioni potranno svilupparlo anche in forma autonoma - aggiunge il presidente di Nova -. Un’altra funzionalità prevista è la possibilità di esprimere una gradienza. In futuro la mappa potrà essere consultata dall’utente finale: quindi lo straniero che è in cerca di servizi potrà non solo accedere ma anche esprimere un giudizio di gradimento, valutarlo. Una sorta di trip dei servizi che è già presente sul portale ma non arrivo”.

Ieri e oggi a Roma sono stati presentati i risultati finali del progetto Com.In 3.0. “Il lavoro che abbiamo fatto dentro le reti territoriali è andato in profondità per verificare se tra le diverse regioni ci fossero gap nei servizi sul lavoro, sulla mediazione culturale etc - conclude Losapio -. Per ciascuna regione è stata  fatta anche una mappatura qualitativa che fa emergere la mancanza di servizi in alcune aree. Tutto questo sarà contenuto nel rapporto finale di ricerca che presentero a breve e che sarà a disposizione delle Regioni”. (ec)

 

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