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Post sisma: una "Carovana di piccoli Pacifici" pronta a marciare per la ricostruzione

Ospiti da 20 mesi in una tenda Yurta, educatori e famiglie dell’agrinido di San Ginesio chiedono alle istituzioni di accelerare i tempi per la realizzazione della nuova scuola. Federica Di Luca: “I nostri bambini 1-6 anni non possono stare per oltre 3 anni all’interno di una tenda senza una risposta adeguata delle Istituzioni pubbliche al loro diritto a una scuola vera”

24 giugno 2018

Yurta. san ginesio

SAN GINESIO (MC) - Centinaia di piccoli pupazzi di carta in fila indiana sul prato a puntellare l’erba di colori, altrettante piccole mani che li hanno confezionati per sostenere un desiderio grande come una scuola nuova, ‘vera’, fatta di finestre e mattoni, di banchi e laboratori, di un bagno interno e di una ritrovata quotidianità. Si chiama la “Carovana dei Pacifici per fare pace con la Terra. Una comunità in marcia per la ricostruzione post-terremoto” il nuovo progetto messo in campo dall’Agrinido per l’infanzia che a San Ginesio (Mc), nelle Marche che hanno subito il sisma del 2016, dal gennaio 2017 è ospitato in una grande tenda Yurta.
A 20 mesi dal terremoto che ha piegato i borghi dell’appennino del centro Italia, i 16 bambini da 1 a 6 anni che frequentano l’Agrinido della Natura / Centro Agri-Infanzia sono ancora all’interno della Yurta, la grande tenda che ha rappresentato una risposta efficace nell’emergenza post terremoto “ma che non può ovviamente essere una soluzione permanente all’inagibilità delle strutture” sottolineano i responsabili della struttura.

E per evidenziare l’urgenza della reperibilità dei finanziamenti necessari per la ricostruzione delle strutture del servizio educativo per la prima infanzia, riconosciuto come una eccellenza a livello nazionale, l’educatrice del centro, Federica Di Luca, ha promosso un evento e lanciato una campagna nazionale a cui hanno aderito scuole per l’infanzia e associazioni da tutta Italia.
L’appuntamento è per domenica 24 giugno dalle 10.00 alle 18.00 in Contrada di Vallato di San Ginesio, sede dell’Agrinido, con la Carovana formata da tutti i piccoli pupazzi di carta realizzati da centinaia di bambini e inviati nelle Marche da tutta la Penisola.

box Al flash-mob lanciato nelle scorse settimane hanno risposto in tanti e ora il piccolo esercito di pupazzi è pronto a marciare. “La marcia virtuale dei ‘pacifici’ – spiega Federica Di Luca - partirà alle 10.00 dalla tenda Yurta collocata nell’ azienda agricola ‘La Quercia della Memoria’ per raggiungere il terreno acquistato dall’Associazione dei genitori e donato al Comune di San Ginesio per la realizzazione del nuovo polo per l’infanzia 0-6 anni. I pupazzi di cartone sono stati realizzati in collaborazione con la Rete di Cooperazione Educativa, da decine di scuole, gruppi di cittadini e associazioni di tutta Italia che hanno risposto al nostro appello”.
Nel corso della giornata sono previsti anche laboratori per i bambini e attività del Punto Nati per Leggere, mostre fotografiche e documentazioni educative sull’infanzia dopo il terremoto.

Per la mattina il programma prevede anche una Tavola rotonda con rappresentanti delle Istituzioni dedicata al tema I diritti di bambini e bambine alla ricostruzione, per un confronto sui servizi educativi per la prima infanzia nel post-terremoto. All’incontro sono stati invitati gli amministratori della Regione Marche, il nuovo sindaco del Comune di San Ginesio, il presidente dell’Unione dei Comuni Montani dei Monti Sibillini, il coordinatore dell’Ambito territoriale sociale, docenti delle Università marchigiane e rappresentanti della Fondazione Montessori di Chiaravalle, oltre a tutti i parlamentari eletti nelle Marche.

“Ci aspettiamo da tutti i rappresentanti delle Istituzioni nazionali, regionali e locali – sottolinea la responsabile dell’Agrinido - la giusta attenzione per le problematiche legate alla ricostruzione post-terremoto di tutti i servizi educativi nell’area del cratere marchigiano. Considerata l’esperienza di resilienza del nostro servizio educativo per la prima infanzia, unica nel suo genere, la speranza è che vi sia l’impegno concreto di tutti per reperire rapidamente le risorse finanziarie per la ricostruzione delle strutture al fine di garantire la continuità di questa esperienza di welfare sociale. I nostri bambini 1-6 anni non possono stare per oltre 3 anni all’interno di una tenda senza una risposta adeguata delle Istituzioni pubbliche al loro diritto a una scuola vera”. Teresa Valiani

© Copyright Redattore Sociale

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