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Minori stranieri, a Messina si formano i tutori volontari

Promuovere il ruolo di tutore volontario come servizio di sostegno per i minori stranieri, valorizzando le esperienze di chi sta già facendo questa esperienza. E' l'obiettivo che sta portando avanti a Messina l'Unicef. Per 27 centri di accoglienza per minori solo 20 tutori

24 giugno 2018

Foto Save the children
Minori stranieri, tutor - Foto Save the children

PALERMO - Sensibilizzare e promuovere il ruolo di tutore volontario come servizio di sostegno e di accompagnamento per i minori stranieri presenti a Messina organizzando incontri che partano anche dalle esperienze concrete di chi sta già facendo questa esperienza. E' l'obiettivo che sta portando avanti a Messina l'Unicef, in attuazione di quanto prevede l'articolo 11 della legge Zampa, in collaborazione con l'Unhcr, Cir e in coordinamento con i garanti regionale dell'infanzia della Sicilia e comunale di Palermo. L'ufficio dell'Unicef è stato istituito prima a Palermo nel maggio del 2017 e successivamente lo scorso aprile nelle città metropolitane di Catania e Messina.
A Messina, per il momento terzo porto di sbarco dei migranti d'Italia, ci sono attualmente soltanto 20 tutori volontari rispetto ai minori stranieri accolti in 24 tra centri di prima e seconda accoglienza e due Sprar.

box "L'incremento dei tutori interessa non solo la Sicilia ma tutto il resto d'Italia. Come ufficio, rapportandoci con le istituzioni locali, supportiamo e orientiamo i tutori monitorando tutto i loro percorso. A Messina siamo partiti da poco ed il lavoro da fare sul territorio è ancora tanto - afferma Roberto Carmina, coordinatore dell’ufficio Unicef di monitoraggio dei tutori di Messina -. In particolare, stiamo avviando un processo di promozione e sensibilizzazione sul tema a partire soprattutto dalle buone prassi di famiglie che stanno facendo questa esperienza umana nel pieno rispetto dei diritti del minore e in relazione al suo progetto individualizzato. Considerato che ci sono ancora molte tutele di tipo istituzionale, il nostro impegno è quello di implementare quelle che partano proprio dalla famiglia che è un terreno privilegiato dove il minore valorizzando la relazione può avere la giusta serenità per la sua crescita. Non avendo Messina ancora un garante comunale dell'infanzia ci coordiniamo con quello della Sicilia e di Palermo, gli unici due presenti nell'Isola. L'Unhcr insieme al Cir, inoltre promuoverà degli eventi di sensibilizzazione su questa figura significativa. Una volta che la persona accetta di diventare tutore viene adeguatamente formato per sostenere un massimo di tre minori stranieri. Il primo aspetto da affrontare è fare conoscere ai cittadini l'importanza di questa figura di supporto per i minori che continuano a vivere nei loro centri. Va ricordato, infatti, che non è un affido e come tale si colloca in una forma diversa dal punto di vista della responsabilità giuridica e civile".

Ad iniziare con grande entusiasmo questa esperienza come tutrice volontaria di due minori stranieri rispettivamente originari della Costa d'Avorio e della Sierra Leone, è la mediatrice familiare Stefania Cutrì di 36 anni coniugata e mamma di due bambini di 5 e 3 anni. "Mi sento molto motivata per iniziare questo percorso che mi farà sperimentare a poco a poco come fare da guida a questi ragazzi - racconta -. Ho già conosciuto i due giovani che hanno 17 anni e la prossima settimana ho appuntamento per firmare il modello C3 per la loro richiesta di asilo. Pur avendo due bambini piccoli insieme a mio marito siamo sempre stati sensibili al tema dell'immigrazione. Riteniamo che questo sia un vero e proprio mandato di supervisione finalizzato a sostenere il loro percorso di vita in città. I ragazzi sono arrivati in Sicilia ad aprile, sappiamo purtroppo che vengono da situazioni di forte sofferenza e quello che cercano è una dimensione di vita serena. In particolare uno dei due ha perso i genitori mentre l'altro ha subito torture in Libia. Naturalmente ci raccorderemo con l'operatore legale e responsabile del centro di accoglienza che li ospita che li iscriveranno a scuola. L'importante è cercare di essere per loro un punto di riferimento. Avremo modo di conoscerci meglio per capire anche cosa desiderano fare nel loro periodo di permanenza a Palermo. Credo che per fare questa scelta, scardinando i pregiudizi che ci sono e superando le paure o le titubanze iniziali, bisogna pensare soltanto a donarsi autenticamente. Come prima possibilità, intanto mi piacerebbe inserirli nel progetto 'Accogli Me' promosso dentro casa Ahmed- il centro che li ospita - che li vedrebbe impegnati in un servizio di accoglienza al porto alle navi da crociera. Sarebbe già un piccolo impegno ma speriamo comunque di riuscire a rispondere nel migliore dei modi a quelli che sono i loro bisogni". (set)

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