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Europa e asilo, "piano sia radicato in solidarietà e cooperazione"

Appello di FIlippo Grandi (Unhcr) alla vigilia del vertice straordinario a Bruxelles su asilo e immigrazione: "Oltre 9 persone su 10 costrette alla fuga nel mondo si trovano fuori dall'Europa. Sono necessari aiuti ai Paesi e alle comunità che ospitano i rifugiati e posti per il reinsediamento"

23 giugno 2018

Sbarchi. Salvataggio

ROMA - "Nonostante il numero di persone in arrivo via mare sia oggi calato drasticamente, gli effetti di quei flussi continuano a riverberarsi a livello politico e nella tendenza ad approcci unilaterali e restrittivi che da allora alcuni Paesi europei hanno perseguito nei confronti dei rifugiati e dei migranti. È arrivato il momento di cambiare le cose per il meglio": così Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, dichiara in riferimento alle "imminenti riunioni dell'UE a Bruxelles su asilo e immigrazione, che giungono tre anni dopo la crisi del Mediterraneo, quando oltre un milione di persone disperate hanno attraversato il mare dirette in Europa". Per questo, "oggi esorto gli Stati europei a cogliere questa opportunità per trovare un approccio nuovo e unito, che risponda alle esigenze condivise di tutti i Paesi di essere in grado di gestire i loro confini e le loro politiche migratorie e nello stesso tempo rispettare gli standard europei e internazionali in materia di asilo, che sono scaturiti dalla seconda guerra mondiale". Questo, per Grandi, è possibile. "Ma coerenza e unità sono mancate nell'approccio dell'Europa e per troppo tempo. Paesi legati da geografia, culture e valori si sono trovati divisi sull'asilo e sulla questione di come proteggere le persone in fuga da persecuzioni, conflitti e guerre. Questo è culminato nel recente incidente dell'Aquarius, quando ad una nave che trasportava circa 600 persone soccorse in mare è stato negato il permesso di attraccare per diversi giorni. Tali eventi mettono a rischio vite e norme internazionali di soccorso in mare e non dovrebbero mai accadere".

Filippo Grandi (Unhcr)

Per quanto riguarda l'Unhcr, "siamo pronti a lavorare con gli Stati europei per sviluppare un piano che sia realistico e di principio - afferama ancora Grandi - Un piano radicato nella solidarietà e nella cooperazione, che eviti la recente tendenza a scaricare le responsabilità e ad altre azioni che danneggiano i rifugiati, da una parte, e l'Europa stessa dall'altra. Un piano che garantisca che coloro che sono in pericolo in mare siano salvati e sbarcati in maniera prevedibile e che si occupi di ciò che accade loro una volta giunti a terra. Un piano che rimuova il dubbio sulla genuinità delle ragioni che spingono le persone a fuggire, e che preveda il ritorno a casa di coloro che non sono rifugiati, o non hanno alcun titolo per rimanere".

box L'Europa oggi "non è più al centro di una crisi migratoria o di rifugiati - osserva ancora Grandi - I numeri degli arrivi nel Mediterraneo sono ai livelli pre-2014 e stanno scendendo verso le medie storiche di lungo periodo. Oltre 9 persone su 10 costrette alla fuga nel mondo si trovano fuori dall'Europa, nei loro Paesi o in quelli immediatamente vicini: Paesi per lo più del sud del mondo. E il sostegno europeo, la solidarietà e la collaborazione con questi Paesi, così come con i Paesi di transito, è diventata più critica che mai. Per rispondere a questa sfida globale condivisa ed affrontare le cause che spingono i rifugiati ad intraprendere viaggi pericolosi verso l'Europa e altrove sono necessari aiuti ai Paesi e alle comunità che ospitano i rifugiati e posti per il reinsediamento, destinati ai rifugiati vulnerabili affinché siano trasferiti in modo legale e sicuro in nuovi Paesi. Mentre i Paesi di tutto il mondo continuano a discutere su come migliorare la risposta internazionale alla crisi dei rifugiati attraverso il Global Compact - conclud Grandi - le politiche dell'UE in materia di asilo possono e dovrebbero fornire un esempio su come gestire le crisi di rifugiati con compassione e solidarietà. L'UNHCR è pronta a sostenere l'UE e gli Stati membri in questo sforzo".

 

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