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Minamba, uno chef maliano tra i protagonisti del Refugee Food Festival

Arrivato in Italia nel 2015, da quasi 2 anni lavora al ristorante La Svolta di Bologna. Il 27 giugno cucinerà con Mori, amico collega maliano, una cena tipica del loro Paese: “Le tradizioni culinarie che si incrociano e si uniscono sono un grande strumento di integrazione”

25 giugno 2018

Refugee Food Festival

BOLOGNA – La regina della cena sarà la salsa di arachidi, immancabile sulle tavole maliane. Per l’occasione accompagnerà uno spezzatino di manzo. È questo il piatto principale deciso da chef Minamba che, mercoledì 27 giugno al ristorante la Svolta di via Nosadella, cucinerà con un collega maliano una cena tipica del loro Paese d’origine in occasione della prima edizione bolognese del Refugee Food Festival. Minamba ha 20 anni: è arrivato in Italia nel maggio del 2015. Dopo essere stato accolto nelle strutture della cooperativa Camelot, è passato al progetto Sprar e oggi vive con alcuni amici in un appartamento vicino alla Stazione Centrale. “A settembre 2016 ho cominciato a lavorare alla Svolta – spiega –: è grazie a questo impiego che posso permettermi di vivere da solo”. 

- Alla Svolta, Minamba è entrato come lavapiatti. Oggi è aiuto cuoco, ma capita anche che tocchi a lui guidare la brigata. “Cucino piatti italiani: il mio preferito sono gli gnocchi con il ragù di pesce. Se è buono? Devono dirlo i miei clienti”, sorride. Il 27 giugno, invece, cucinerà con Mori, amico-collega maliano – anche lui lavora già alla Svolta – un menù tipico della loro tradizione: Minamba e Mori, infatti, sono 2 dei 4 chef protagonisti del Refugee Food Festival che, grazie all’impegno di Emanuela Greco, è arrivato anche nel capoluogo emiliano. Gli altri due sono Osama ed Emad, che cucineranno piatti palestinesi e curdo-iracheni martedì 26 alla Fattoria di Masaniello in via Pirandello e venerdì 29 Al Binèri in via Serlio. “Sono orgoglioso di fare parte di questo progetto – spiega Minamba –. Preparerò anche la salsa d’arachidi, che in Mali accompagna moltissimi nostri piatti”. Il Mali è uno dei maggiori produttori mondiali di arachidi: nella sua cucina non mancano, dunque, preparazioni che utilizzano questo seme sia come ingrediente, sia come derivato (olio e burro).

“Il cibo crea relazioni spesso inattese – aggiunge –. Le tradizioni culinarie che si incrociano e si uniscono sono un grande strumento di integrazione. Per questo ho accettato subito di partecipare al Refugee Food Festival. Il mio futuro? Lo immagino qui: voglio restare a Bologna e continuare a fare il cuoco”. (Ambra Notari) 

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