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"Arrivati!": si è concluso a Finisterre il pellegrinaggio dei "matti"

Sei pazienti del Centro psico sociale di via Puglie a Milano hanno percorso in una decina di giorni gli ultimi 71 chilometri del Cammino di Santiago. Si sono guadagnati così la Compostela. Di solito viene rilasciata a chi ha camminato per almeno 100 chilometri, ma per loro i religiosi del santuario hanno fatto un'eccezione

25 giugno 2018

Pazienti del Centro psico sociale di via Puglie a Finisterre

MILANO – “Ce l'abbiamo fatta, nonostante il difficile cammino e gli imprevisti inaspettati sul finale”. Non è la conclusione di un romanzo d'avventura, ma il commento di Carlo Scovino, medico dell'Unità psichiatrica del Fatebenefratelli di Milano, al termine del “viaggio-pellegrinaggio” compiuto insieme a sei pazienti. E questo conferma la sua convinzione -“anche i matti possono viaggiare”- che lo ha spinto a organizzare il pellegrinaggio, come ci aveva spiegato prima della partenza (vedi lancio del 15 giugno 2018). Sono arrivati domenica 24 giugno a Finisterre, sull'Oceano Atlantico. “Una bellissima conclusione – spiega il medico – che corona il cammino di 74 chilometri fino a Santiago de Compostela. Anche se, in realtà, contando gite e passeggiate fatte durante il viaggio, ne abbiamo percorsi quasi il doppio”. 

Gli utenti del Centro psico sociale (Cps) di via Puglie, gestito dal Fatebenefratelli, “non hanno battuto ciglio" e, nonostante fossero messi a dura prova dal percorso, hanno raggiunto la meta senza problemi, guadagnandosi la Compostela, documento ufficiale che attesta l'avvenuto pellegrinaggio. “Solitamente il certificato viene rilasciato a chi ha compiuto almeno 100 chilometri – precisa –, ma il nostro è un caso davvero speciale, e le autorità religiose ci hanno concesso un'eccezione”. I pazienti del Cps, in questi dieci giorni, sono riusciti a oltrepassare i loro limiti. Tutto questo grazie a un duro lavoro di squadra, che ha contribuito a creare un clima di serenità e sicurezza in tutto il gruppo: “I nostri utenti si sono sentiti protetti e accuditi, e questo ha permesso loro di affrontare il cammino con successo”. 

I sei pazienti e i loro accompagnatori, però, non sono ancora rientrati in Italia: a causa di uno sciopero inaspettato il loro volo è stato cancellato e sono stati costretti a rimanere in Spagna. Un imprevisto “che ha causato non pochi problemi”, come commenta Scovino, ma risolto con una gita alle Isole Cies, nell'Atlantico. 

Programmi per il futuro? “Stiamo già pensando al viaggio del prossimo anno – anticipa Scovino –: probabilmente all'Isola d'Elba. Ma non sarà la classica 'settimana al mare': coniugheremo diverse esperienze, dall'approfondimento della natura alle camminate per i numerosi sentieri dell'isola. Ma dopo Santiago tutto il resto è ormai un percorso in discesa”. Appuntamento dunque al 13 novembre 2018, quando, al Politeatro di Viale Lucania a Milano, saranno i pazienti stessi del centro a salire sul palco e a raccontare in prima persona la loro esperienza. (Francesco Mauri)

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