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Dalla strada all’autonomia, così Massimiliano torna a vivere

L’azienda delocalizza la produzione in Romania e lui perde il lavoro. Poi muoiono i genitori, la vita vicino al baratro. La casa venduta all’asta, le notti all’addiaccio nei giardini. La salvezza arriva grazie all’accoglienza nel Condominio solidale Casa Diletta di Campi Bisenzio. E adesso la ricerca di un nuovo lavoro

26 giugno 2018

FIRENZE – Quando l’azienda per cui lavora decide di trasferire la produzione in Romania, Massimiliano perde il lavoro. Prima la disoccupazione, poi gli ammortizzatori sociali, poi nemmeno quelli. Inizia una vita precaria, va avanti soprattutto grazie all’aiuto dei genitori anziani e alla loro pensione, fondamentali per sostenere l’oneroso mutuo della casa. Poi un’altra mazzata. Uno dopo l’altro, vengono a mancare entrambi i genitori. Così Massimiliano resta senza il supporto economico delle due pensioni. Resta da solo col cane, Jack, non riesce più a sostenere le spese del mutuo, la sua casa viene venduta all’asta e lui comincia una vita per strada. Le notti passate a dormire nei giardini pubblici con un materassino, una coperta e un cartone contro il freddo. Con lui c’è sempre il suo fedele cane, un bellissimo meticcio di spinone bianco. 

La vita vicina al baratro. Amici e conoscenti l’aiutano come possono. Qualcuno sparisce, altri si fanno in quattro pur di aiutarlo. C’è chi lo ospita a dormire per qualche giorno. Attraverso donazioni e aiuti anche dal Comune di Signa, Massimiliano lascia la strada e si trasferisce in un albergo. Ma non è facile dipendere dalla generosità degli altri, soprattutto per chi era abituato a vivere in autonomia. “E proprio quando i soldi stavano per finire - ricorda Massimiliano accennando un sorriso - io e Jack siamo arrivati qui”. “Qui” è il Condominio Solidale Casa Diletta, un servizio sperimentale di housing sociale, ospitato nella cinquecentesca Villa Il Palagio e realizzato grazie alla sinergia tra la Confraternita di Misericordia di Campi Bisenzio, proprietaria della struttura, l'associazione Auser Volontariato Abitare Solidale, promotrice da oltre dieci anni di interventi di social housing e la Società della Salute Fiorentina Nord Ovest, con il contributo della Regione Toscana.

E proprio all’interno del Condominio Solidale - dove vivono già 13 persone - non solo Massimiliano ha ritrovato una casa, un luogo in cui ri-progettare la propria vita: grazie ai volontari della Misericordia anche Jack ha una nuova cuccia e uno spazio tutto suo nel parco della villa.

Il progetto casa famiglia – abitato attualmente da due uomini con disagio socioeconomico, due famiglie monogenitoriali e un nucleo familiare numeroso - è contrassegnato da una vocazione a quella che potremmo definire sartoria sociale; per ogni utente viene difatti elaborato un percorso graduale di sostegno e autonomia, centrato sui bisogni e sulle potenzialità dell'ospite e articolato in vari servizi ed attività: dal supporto psicologico, all’accompagnamento per il reinserimento lavorativo, dalle attività di animazione, a corsi di alfabetizzazione digitale.

Il tutto accompagnato da un'ulteriore carica innovativa derivante da un reale sostegno per l'autonomia abitativa e dalla creazione e gestione dei “Fondi di Garanzia”, maturati con una quota parte di accantonamento della retta giornaliera e finalizzati a costruire un apposito fondo per coprire le prime mensilità di un eventuale affitto sul libero mercato all’uscita dal condominio solidale.

“Questa storia – ha detto l’assessore toscano alle politiche sociali Stefania Saccardi - è l’esempio di come pubblico e privato possano agire sinergicamente nella cura, nell’assistenza e nel reinserimento socio economico delle persone più fragili. L’idea è quella di prendere in carico le persone non in modo puramente assistenzialistico, ma arrivare a garantire una loro autonomia nel breve medio periodo affinché, attraverso il lavoro ritrovato, siano in grado di tornare indipendenti”.

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