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Disabilità, in Mugello 300mila per progetti d’autonomia

I fondi arrivano dalla Regione Toscana e servono per sostenere i soggetti disabili per una vita indipendente e favorire il “Dopo di noi”

27 giugno 2018

FIRENZE - Per l'autonomia delle persone disabili il Mugello fa passi avanti. Ossia fa: “P.A.S.S.I. in autonomia”, acronimo che sta per “Percorsi e Azioni a Sostegno e Supporto dell'Indipendenza dei soggetti disabili”. 

Di circa 308.000 euro è l'importo complessivo del progetto, sostenuto dalla Regione Toscana con un finanziamento di 258.000 euro, che la Società della Salute Mugello ha curato in partnership con 5 fra cooperative e associazioni, attuando concretamente i principi della legge “Dopo di noi” nel territorio: un sistema diffuso e articolato di servizi rivolti a persone con disabilità grave, fra i 18 e 64 anni, prive di sostegno familiare, finalizzati all’accrescimento della loro autonomia, del loro benessere e della loro integrazione sociale. E infatti “P.A.S.S.I. in autonomia” si fanno nella vita domestica quotidiana, ma anche con laboratori socio-occupazionali, migliorando le proprie capacità. Vivere in autonomia ma non da soli è alla base dell'esperienza dell'appartamento “La Mongolfiera” a Marradi a cura della coop. Comes, avviata da tempo e l'unica finora in Mugello. Adesso un appartamento di questo tipo è attivato e reso disponibile anche a Borgo San Lorenzo, a cura della coop. sociale Arca.

L'accesso alle attività, per le quali è prevista una contribuzione simbolica da parte delle famiglie, avviene tramite richiesta e valutazione multidimensionale, effettuata dalle apposite commissioni composte da professionisti dell'Azienda sanitaria e SdS.
In sintesi, le attività comprendono sia occupazioni laboratoriali diurne, nelle quali viene sperimentata in piccoli gruppi la routine di una normale vita quotidiana, che di più lunga durata, a partire dal fine settimana e fino alla possibilità di scegliere una vita autonoma. Ma consapevoli che la strada per l'autonomia, nell'ambito della disabilità, sia ancora lunga da percorrere, e che sia necessario attivarsi anche nella società civile, soprattutto al fianco delle famiglie con figli o parenti con disabilità, il progetto ha incluso incontri ed altre forme di sostegno con la collaborazione di figure professionali.

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