:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Censimento rom, proteste in Spagna: “Vigiliamo contro l’odio”

Dopo le parole del ministro Salvini, le associazioni gitane spagnole manifestano a Madrid e Barcellona davanti all’ambasciata e al consolato italiani: “Pericoloso generare un clima di ostilità e intolleranza”. Un milione i gitani in tutta la Spagna: "Siamo qui da 600 anni e partecipiamo alla vita politica del paese"

28 giugno 2018

da Barcellona, Elena Marisol Brandolini

L’annuncio del ministro degli Interni Salvini, che ha parlato di "censimento dei rom" in Italia, ha suscitato indignazione e allarme anche tra le comunità gitane di altri paesi europei. In Spagna, la denuncia si è canalizzata in due manifestazioni, a Madrid e a Barcellona, nei pomeriggi del 26 e del 27 giugno scorsi. 
 
La manifestazione di Barcellona, convocata dalla FAGIC, Federació d’Associacions Gitanes de Catalunya, è partita sotto la sede degli uffici della Commissione europea nel Passeig de Gràcia. Tra le centinaia di manifestanti, anche un gruppo di italiane e italiani residenti nella capitale catalana, dietro lo striscione “Non in nostro nome”. Il corteo, dopo un breve tragitto, si è concluso al Consolato italiano, dove una delegazione degli organizzatori ha incontrato la console Gaia Danese. Il giorno prima, a Madrid, i rappresentanti delle comunità gitane erano state ricevute dall’ambasciatore italiano Stefano Sannino
 
Nel documento consegnato alle autorità italiane nel corso di questi incontri, in cui si chiede al governo italiano di rettificare e le dimissioni del ministro Salvini, si legge: “Il discorso d’odio pregiudica la società nel suo insieme”, perché la cosa più grave “è il clima di ostilità e intolleranza che genera, così come la predisposizione ad accettare o giustificare la discriminazione e la violenza che divide la società, mina il rispetto reciproco e minaccia la coesistenza pacifica”. 
 
Juan de Dios Ramírez Heredia è stato il primo deputato gitano nel Parlamento europeo, eletto nel 1985 nelle file del Psoe, anno in cui la Spagna entrò nella UE. E’ andaluso, ma vive a Barcellona da oltre 50 anni, dove sono nati i suoi 6 figli. “Quello che sta succedendo in Italia è deplorevole e mi addolora per due ragioni: in primo luogo perché sono un democratico, un europeo e credo nell’eguaglianza di tutti gli esseri umani”, ci dice. “La seconda ragione è che amo tanto l’Italia, ne sono così innamorato, che mi rattrista che queste cose accadano in un luogo per me ideale per viverci”.
 
La Fagic fu fondata nel 1991, rappresenta le comunità gitane ed è il soggetto dell’interlocuzione politica con le amministrazioni locali. Sono un centinaio le associazioni aderenti su tutto il territorio catalano. In Catalogna sono circa 100.000 i gitani, in Spagna dieci volte tanto. La Fagic è componente dell’Esecutivo del Consiglio statale del popolo gitano.
 
Manuel Heredia è stato il primo presidente della Fagic e suo fondatore: “Facciamo questa manifestazione - ci spiega - perché non vogliamo che la storia si ripeta, il nostro popolo è stato molto perseguitato, ma adesso siamo vigili e non faremo un passo indietro, non permetteremo che distruggano l’Europa”. Simón Montero è l’attuale presidente della Fagic: “Che in un paese come l’Italia il ministro degli Interni faccia queste dichiarazioni e che nessuno lo condanni nel governo italiano e in Europa, questo fa più paura che le dichiarazioni in sé”. E anche se il censimento non si farà perché è anticostituzionale “siamo qui per dimostrare che il popolo gitano metterà tutta la sua forza per lottare contro l’antigitanismo”. “L’antigitanismo è ancora presente in Spagna e in Catalogna. Ma stiamo qui da 600 anni è siamo parte della popolazione, siamo catalani.” 
 
I gitani in Catalogna stanno più avanti che in Italia – interviene Manuel Heredia - perché noi partecipiamo alla vita politica, i partiti ci includono nelle loro liste. In Spagna ci sono molti gitani e rappresentiamo un milione di voti... Un secolo fa il popolo gitano in Spagna si trovava negli accampamenti come in Italia”. E invece ora, segnala orgoglioso, sono per lo più persone con un alto livello di scolarizzazione e un buon livello professionale.
 

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa