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Taxi gratis da casa all’ospedale: aiuto alle fasce deboli con le corse solidali

Successo di adesioni per il progetto “Taxi Solidale” promosso dai tassisti romani della cooperativa “Samarcanda”. 58 i professionisti coinvolti stabilmente, centinaia di persone assistite e più di 6 mila chilometri di solidarietà percorsi

28 giugno 2018

Taxi solidale - logo

ROMA - 58 tassisti coinvolti, centinaia di persone assistite e più di 6 mila chilometri di solidarietà. Si chiama “Taxi Solidale” il progetto con cui un coordinamento di tassisti romani della cooperativa “Samarcanda” offre corse gratuite, da e per gli ospedali della capitale, ai passeggeri in difficoltà.
“E’ nato tutto durante uno sciopero dei trasporti, un anno fa – racconta Fabio Ferraglioni, del Coordinamento Taxi Solidale -. Quel giorno, per assicurare i servizi essenziali, alcuni di noi hanno pensato di istituire un servizio di trasporto gratuito per le fasce più deboli, da e per gli ospedali più importanti. L’iniziativa ha avuto subito un grande riscontro tanto che in poco tempo hanno aderito decine di tassisti di Samarcanda e in totale abbiamo effettuato una sessantina di corse gratuite”.

Dall’evento episodico a un progetto vero e proprio il passo è stato breve. “E’ stata proprio la grande adesione – sottolinea Fabio Ferraglioni - insieme al piacere di aver fatto qualcosa di buono per le persone in difficoltà, a farci ragionare in grande. E così è arrivata la proposta di ripetere l’iniziativa ogni giorno, per supportare realtà che già operano nel volontariato. La nostra è una professione faticosa, le ore di lavoro sono tante e nel tempo libero ognuno è giustamente preso dai propri obblighi familiari, ma crediamo che con un po’ di programmazione, magari anche una sola volta al mese, si possa dare il proprio sostegno”.

Qual è il ruolo della Cooporativa in questo progetto?
“La Coop è pienamente in sintonia – spiega Ferraglioni -, ha appoggiato e finanziato l’iniziativa con una piccola somma destinata alla registrazione del marchio e alla fornitura di contrassegni per lunotto e parabrezza e loghi magnetici laterali. Per realizzare al meglio il progetto abbiamo contattato importanti organizzazioni umanitarie e istituzionali: la Croce Rossa Italiana Area Metropolitana, la Comunità di Sant’Egidio con le sue 6 Case Famiglia romane, il Centro di assistenza per chemioterapizzati de ‘La Villetta’ all’Ospedale Gemelli, lo Sportello Operativo Sociale del Comune di Roma e altre associazioni di volontariato che assistono persone in difficoltà: ‘Chicco di Senape’ che ospita famiglie residenti fuori città con bambini che hanno subito un trapianto o sono in chemioterapia, ‘Fra Albenzio’ e ‘Acli provinciali’ che operano nel ‘Progetto Mobilità’ del I° Municipio, con cui abbiamo una rapporto di collaborazione”.

In questi giorni sono in fase di realizzazione nuovi accordi con il XV Municipio e la Regione Lazio “che ci concederà il Patrocinio gratuito – spiega il tassista - mentre con la Croce Rossa abbiamo un contratto di partnership firmato a luglio scorso dal nostro Presidente dell’epoca, Stefano Guida. Queste organizzazioni operano da filtro: le richieste che ci pervengono sono essenzialmente rivolte a una fascia di popolazione romana che non è in grado di pagare un taxi e non è in condizione di prendere un mezzo pubblico”.

Come avvengono le prenotazioni?
“Abbiamo aperto una chat su WathsApp denominata ‘Taxi Solidale di Samarcanda’ a cui ogni tassista può iscriversi. Da qui vengono lanciate richieste di trasporto. L’utente, invece, deve contattare la Croce Rossa o la Comunità di Sant’Egidio. La richiesta del taxi è inoltrata con 3 giorni di anticipo e viene tenuta in carico fino a 3 ore prima dell’appuntamento, per dare tempo all’utente di organizzarsi diversamente se non ci sono tassisti disponibili. Il professionista che si propone per la corsa solidale attiva la procedura di conferma avvisando Call center e utente. Il servizio viene effettuato esclusivamente dai tassisti nel loro tempo libero e in questi giorni stiamo concludendo l’iter con il Comune di Roma per l’ufficialità con il settore della Mobilità e dei Servizi Sociali. Da quando il servizio è stato avviato abbiamo compiuto circa 6000 chilometri solidali e aiutato un centinaio di utenti. Al progetto sono agganciati ormai stabilmente 58 tassisti. Il successo dell’iniziativa ha portato a un aumento esponenziale delle richieste che non sempre siamo in grado di coprire. Per questo lanciamo un appello ai nostri colleghi: basta un po’ del tempo di ognuno per raggiungere tutte le persone”.

Cosa significa per voi prestare questo tipo di aiuto?
“Il coinvolgimento emotivo è  una costante nella vita del tassista – risponde Fabio Ferraglioni -. Si è abituati a pensare che il lavoro del tassista sia identificabile con il veicolo stesso, con i numeri sul tassametro e con la scelta del tratto di strada migliore. Ma lo stato emozionale in rapporto alle storie dei passeggeri è uno dei momenti centrali dell’esperienza lavorativa e della crescita empatica. Se non fosse così, non ci sarebbe mai venuta in mente l’idea del Taxi Solidale. La partecipazione al percorso di solidarietà è totale. Poco tempo fa ci ha lasciati Steven, un bambino di origine filippina che Taxi Solidale ha seguito nel suo percorso di cura. Tutto il gruppo è rimasto profondamente segnato dalla perdita e ha deciso di aiutare la famiglia del ragazzo, con una raccolta fondi, a riportare la salma nel suo paese di origine. Ma ci sono anche momenti di estrema felicità e commozione: sempre recentemente abbiamo festeggiato la guarigione di un ragazzo che il nostro gruppo ha accompagnato nei suoi spostamenti per le sedute di chemioterapia. Sapere che era guarito ci ha dato una gioia immensa”. (Teresa Valiani)

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