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Francia, il governo discute sul Servizio nazionale universale obbligatorio

Il servizio nazionale universale sarà suddiviso in due fasi. La prima sarà obbligatoria, durerà 1 mese, riguarderà i giovani a partire dai 16 anni e sarà una sorta di “estensione” della scuola dell’obbligo. La seconda fase, facoltativa, riguarderà i giovani tra 16 e 25 anni che desiderano "impegnarsi ulteriormente per 3, 6 o 12 mesi"

29 giugno 2018

- ROMA - Nel Consiglio dei Ministri del 27 giugno scorso, secondo quanto riferisce una nota ufficiale dell’Eliseo, il primo ministro francese Édouard Philippe ha presentato una comunicazione “sui principi fondamentali del Servizio Nazionale Universale (SNU)” obbligatorio.
Promesso in campagna elettorale dall’attuale Presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, “il servizio nazionale universale è un progetto che ha lo scopo di promuovere la partecipazione e l'impegno di ogni giovane alla vita della Nazione, migliorare la cittadinanza e il senso di appartenenza a una comunità riunita attorno ai suoi valori, rafforzare la coesione e l’integrazione sociale”.

Il nuovo SNU, che dovrebbe avviarsi nell’estate 2019, sarà suddiviso in due grandi fasi. La prima sarà obbligatoria e della durata di 1 mese, riguarderà i giovani a partire dai 16 anni (ossia tra 600mila e 800mila ragazzi ogni anno) e sarà una sorta di “estensione” della scuola dell’obbligo. Sarà suddivisa in due parti, della durata ciascuna di 15 giorni, con quella iniziale chiamata di “coesione” perché incentrata su una “vita comunitaria” lontano da casa da svolgersi durante le vacanze scolastiche (Ognissanti, febbraio, Pasqua o estate). Tra le attività previste quelle di educazione civica, corsi di primo soccorso e sessioni informative svolte dall'esercito. Successivamente, per i restanti 15 giorni obbligatori (ma non necessariamente consecutivi), si chiederà ai giovani di sviluppare un "progetto" in associazioni riconosciute, come ad esempio la Croce Rossa.

La seconda fase, questa volta facoltativa, riguarderà i giovani di età compresa tra 16 e 25 anni che desiderano "impegnarsi ulteriormente per tre, sei o dodici mesi" in attività nel’ambito della cultura, difesa, ambiente, assistenza o tutoraggio. “In questa fase – spiega il Governo francese - , ogni giovane sarà incoraggiato a proseguire volontariamente un periodo di impegno di almeno tre mesi, relativo alla difesa e alla sicurezza (nell'esercito, la polizia, la gendarmeria, i vigili del fuoco, la sicurezza civile) o in attività di assistenza, tutela del patrimonio artistico o dell'ambiente. L'attuale “service civique” volontario sarà uno dei modi per realizzare questa seconda fase dell'SNU”.

La proposta uscita dal Consiglio dei Ministri di mercoledì scorso ha tenuto conto delle osservazioni e delle proposte avanzate dal gruppo di lavoro creato ad hoc, presieduto dal generale Daniel Ménaouine, che ha consegnato a fine aprile al Presidente Macron gli esiti del suo studio e che ha stimato il costo annuale della fase obbligatoria di un mese in circa 1,6 miliardi di euro a regime, esclusi gli investimenti in infrastrutture.

Prima dell’avvio del SNU, il Governo ha incaricato il gruppo di lavoro di condurre una fase di consultazione, rivolta in particolare alle associazioni giovanili e a quelle che riuniscono genitori, ai sindacati e alle autorità locali. Sulla base dei risultati di questa consultazione, saranno elaborate raccomandazioni complementari che consentiranno al Governo di proporre al Presidente della Repubblica, entro la fine dell'anno, i modi e i mezzi di dispiegamento del servizio nazionale universale entro il 2019.
Allo stesso tempo, il Governo sta lavorando per incorporare nel progetto di legge costituzionale le modifiche necessarie per consentire l'istituzione di questo Servizio Nazionale Universale. (FSp)

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