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Dal kebab ai phone center: negozi "vietati" nel centro storico di Genova

Modificata e approvata a tempo di record la delibera della discordia del Comune di Genova che punta a regolamentare l'apertura di nuovi esercizi commerciali nel centro storico

30 giugno 2018

Box Genova - Modificata e approvata a tempo di record la delibera della discordia del Comune di Genova che punta a regolamentare l'apertura di nuovi esercizi commerciali nel centro storico. Dopo gli scontri di ieri all'interno della giunta e la cancellazione della conferenza stampa inizialmente prevista per stamattina, la bozza di intesa tra Comune, Camera di Commercio e Regione, proposta dall'assessore Paola Bordilli, e' stata approvata nel corso di una seduta straordinaria di giunta di Palazzo Tursi. All'interno di una "zona rossa", stabilita dalla Soprintendenza e considerata di maggior pregio perche' collocata tra il sistema dei palazzi dei Rolli e le strade nuove patrimoni Unesco, sara' vietata l'apertura di phone center, internet point, sexy shop, lavanderie e distributori automatici, money transfer, compro oro. Vietate anche le attivita' alimentari, artigianali e non, che prevedono l'utilizzo di alimenti precotti, come le rivendite di kebab, e le attivita' di macelleria e polleria che vendono prodotti di origine non italiana.

Non potranno aprire neppure esercizi commerciali al dettaglio e all'ingrosso di vendita dell'usato ad eccezione di abbigliamento, accessori, arredamento, complementi di arredo e oggetti da collezione. Previste anche norme restrittive in tema di rispetto del decoro per vetrine e infissi. Tra le modifiche apportate al testo bocciato ieri in giunta, la cancellazione delle limitazioni delle attivita' che utilizzano prodotti surgelati. In una zona piu' ampia del centro storico, invece, verra' applicato il Codice dei beni culturali e del paesaggio che stabilisce che in zone di particolare pregio l'insediamento di attivita' commerciali sia subordinato al rilascio di autorizzazione, dopo il vaglio dei requisiti richiesti, e non sia piu' sufficiente la sola dichiarazione di inizio attivita'.

Per l'assessore comunale Paola Bordilli si tratta di "un segnale coraggioso e deciso in un ampio perimetro di citta' a difesa dell'identita' dei luoghi e dello storico commercio genovese. Siamo certi che il provvedimento aiutera' i turisti a godere appieno dell'accoglienza delle risorse e della bellezza della nostra Genova. Si tratta dell'inizio di un percorso che vedra', come spero, il suo secondo step in altre aree problematiche come il Municipio Centro Ovest".

Per l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Andrea Benveduti, il provvedimento e' "fondamentale per la rivitalizzazione del centro storico piu' grande e bello d'Europa e servira' a coniugare lo sviluppo del piccolo commercio locale di qualita' e il decoro urbano per residenti e turisti. Il nostro centro storico e' un'area di pregio storico e artistico a livello mondiale e come tale va valorizzato, stimolando l'insediamento di attivita' commerciali che siano armonizzate con il valore urbanistico. In questi ultimi dieci anni abbiamo assistito al proliferare di attivita' commerciali che poco o nulla c'entravano con il patrimonio Unesco e spesso si sono trasformate anche in una sorgente di illegalita' e insicurezza per gli abitanti". Con il nuovo regolamento, conclude Benveduti, "vogliamo favorire il commercio anche attraverso l'uso dei piani terra e il sostegno dei rapporti di vicinato, per migliorare i flussi di frequentazione del centro storico e la circolazione di turisti, cittadini e studenti. La Regione e' pronta a mettere in campo risorse, anche del Fondo strategico, e strumenti capaci di far fronte alla domanda dei cittadini residenti di sicurezza reale e vitalita' dei quartiere". (DIRE)

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