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Verso l'elezione del cda: le proposte dal basso della campagna #LaRAIchevorrei

E' stata fissata all'11 luglio la data che porterà all'elezione dei 4 membri del consiglio di amministrazione di Viale Mazzini, eletti tra le oltre 200 candidature arrivate. Per coinvolgere persone comuni, associazioni, esperti il giornalista Luca Mattiucci ha lanciato la campagna social che ha registrato finora oltre 30 mila contatti

03 luglio 2018

E' stata fissata all'11 luglio la data che porterà all'elezione dei 4 membri del consiglio di amministrazione di Viale Mazzini, eletti tra le oltre 200 candidature arrivate alla Camera e al Senato. Sarà infatti il primo CDA post-Riforma Renzi del 2015, aperto a cittadini candidati spontaneamente. Un meccanismo che ha visto l’adesione di volti noti del mondo RAI e di illustri sconosciuti, ma anche di esperti delle telecomunicazioni e del mondo del giornalismo. La corsa verso le nomine ha però scontato l’assenza di un vero dibattito sul servizio pubblico televisivo del futuro, lasciando spazio alle polemiche politiche e ai retroscena su possibili equilibri tra partiti. Con l'intento di spostare il confronto sui contenuti e il ruolo sociale delle RAI si è candidato Luca Mattiucci, tra gli indipendenti alla Camera, 36 anni, giornalista professionista e manager, punto di riferimento per il mondo del volontariato e del terzo settore, prima come direttore del mensile Comunicare il Sociale e poi responsabile della sezione sociale di Corriere.it.

Per coinvolgere persone comuni, associazioni, esperti di settori e raccogliere desideri sulla Rai di domani, Mattiucci ha lanciato la campagna social #LaRAIchevorrei. Un dibattito che ha registrato finora oltre 30 mila contatti e che ha contribuito alla stesura del programma del candidato. Idee e proposte dal basso che guardano alla sostenibilità a 360 gradi. Tra gli obiettivi principali: centralità dei Development Goals e inseriti nelle strategie aziendali, welfare aziendale e tutele per dare condizioni paritarie alle donne nei percorsi professionali, accessibilità per tutti, lotta alla precarietà e valorizzazione delle professionalità da rilanciare dentro e fuori l’azienda. Insieme all’idea di far devolvere parte del compenso dei consiglieri del CDA a un fondo per le produzioni e il cinema indipendente. 

"Abbiamo visto i nuovi palinsesti RAI. Restano fuori dall'offerta del servizio pubblico 5 milioni di telespettatori non udenti e 1,8 milioni di telespettatori ipovedenti e non-vedenti. In totale 6,8 milioni di persone per cui l'offerta RAI sarà scarsissima. #laRAIchevorrei è accessibile a tutti con sottotitoli e lis, con audiodescrizioni su tutto il palinsesto" spiega Mattiucci. “Condizione necessaria per attuare il programma che stiamo scrivendo è che la RAI sia pluralista, indipendente da qualunque ingerenza e garantisca una partecipazione al servizio pubblico semplice, chiara e trasparente a tutti i cittadini". Tra i punti anche la revisione del sistema delle campagne sociali di raccolta fondi e di sensibilizzazione, che in questi anni hanno penalizzato le organizzazioni e le cause rivolte alle crisi umanitarie all'estero. "L'obiettivo è quello di creare un format capace di informare sui contesti e di rendicontare dove e come sono stati investiti i proventi delle donazioni raccolte tra i telespettatori e pretenda la restituzione delle somme laddove emergano anomalie. Insieme alla ripresa e il rilancio del giornalismo d’inchiesta fuori dai nostri confini, nei teatri di crisi". Dalla campagna è nata l'idea di lanciare anche un mailbombing ai Deputati, centinaia di persone stanno inviando richieste dirette sulla posta personale dei Parlamentari per chiedere di votare i futuri consiglieri di Vile Mazzini per merito e competenze. 

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