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Sollicciano, i Radicali: “Segnali di cambiamento importanti”

Nel carcere fiorentino in arrivo 300 ventilatori, il consiglio comunale approva mozione per migliorare l’istituto

04 luglio 2018

FIRENZE - “Lunedì il consiglio comunale di Firenze ha approvato una mozione importante sul carcere fiorentino di Sollicciano. Un documento a cui l’associazione “Andrea Tamburi” ha fattivamente collaborato con il gruppo consiliare “Firenze riparte a Sinistra” nella parte della preparazione, con due visite ispettive nell’istituto penitenziario, e anche in quella della redazione. Dopo il consiglio aperto in carcere di alcuni mesi fa, adesso la città è più vicina alle problematiche di Sollicciano: riorganizzazione del TPL per facilitare i collegamenti con l’istituto, un edificio per i semiliberi, il premio Zuppa per detenute e detenuti meritevoli, e altri impegni per l’inserimento lavorativo e per migliorare l’affettività e le modalità di relazione in vista del reinserimento sociale; sono impegni che il Comune si è assunto sulla spinta di un movimento che vuole creare un vero e solido ponte tra carcere e città”.

Sono le parole di Massimo Lensi, dell’associazione per l’iniziativa radicale “AndreaTamburi” in merito ai cambiamenti nel carcere fiorentino di Sollicciano. “ L’altra buona notizia – ha poi aggiunto - è la consegna di trecento ventilatori in carcere. Ormai l’estate è entrata nella fase più afosa, ma, grazie alla tenacia del cappellano di Sollicciano, Don Vincenzo Russo, e allo sforzo economico dell’Opera della Madonnina del Grappa, della Caritas regionale e della Misericordia, quest’anno le celle saranno dotate dei ventilatori. Un atto che anche in questo caso assume il significato di non voler lasciare l’istituto fiorentino solo di fronte ai suoi mille problemi”.


Secondo Lensi, “sono segnali importanti e siamo soddisfatti dell’esito positivo di iniziative concrete cui abbiamo contribuito, insieme a Rita Bernardini della presidenza del Partito Radicale. Segnali che lasciano intravedere la possibilità, specialmente in questo periodo così poco attento alla tutela dei diritti individuali e sociali, di aprire un dibattito vero sul carcere e sul suo rapporto con la città di Firenze”.

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