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“I manicomi curavano? Ci andrei piano a dire certe cose”. La storia di Gigi

Gigi ha 60 anni, è di origini siciliane e dal 2001 vive a Bologna. Una grave depressione lo ha portato a rivolgersi al Dipartimento di salute mentale e da 7 anni è uno dei redattori di Psicoradio. “Senza la riforma, oggi non sarei qui. Quello che è successo a me può capitare a chiunque”

05 luglio 2018

BOLOGNA – “Salvini ha detto che i manicomi curavano le persone, ma io ci andrei piano a dire cose del genere. I manicomi erano luoghi in cui le persone venivano rinchiuse e dimenticate”. Gigi ha 60 anni, è siciliano e da 7 anni è uno dei redattori di Psicoradio, il progetto di Arte e salute onlus realizzato in collaborazione con il Dipartimento di salute mentale di Bologna, che produce una trasmissione sui temi della psiche e della salute mentale che va in onda in un circuito di radio (da Bolzano a Messina). Sono una decina gli utenti del Dsm coinvolti, affiancati da giornalisti professionisti. “La legge 180 ha permesso di realizzare tante iniziative, tra cui Psicoradio – dice Gigi – Senza, oggi non saremmo qui e non saremmo considerati cittadini a tutti gli effetti”. Psicoradio è un percorso terapeutico, anche se Gigi ci tiene a precisare che si tratta di “un lavoro vero e proprio, fatto seriamente. Insieme ai tutor, che sono giornalisti professionisti, ci battiamo per le idee che sosteniamo tra cui la piena applicazione della legge 180 e l’eliminazione della contenzione ancora applicata in molti ospedali, anche dell’Emilia-Romagna”. Gigi è uno dei redattori di Psicoradio che ha firmato la lettera al ministro Salvini sulla legge Basaglia: “Salvini ha detto delle imprecisioni a Pontida: la legge 180 è una buona legge, certo non è applicata pienamente e i problemi per le famiglie ci sono ma, a differenza dei manicomi, i Dipartimenti di salute mentale, ci trattano come individui”. 

Gigi vive a Bologna dal 2001. “Sono salito per motivi di lavoro – spiega – A Palermo facevo l’assicuratore, ma si sa che in Sicilia di lavoro non ce n’è molto e così mi sono trasferito”. È stato a Bologna che ha deciso di rivolgersi al Dipartimento di salute mentale: “Ho sofferto di una grave depressione dopo che la mia compagna è morta – racconta – All’inizio pensavo di potercela fare da solo, ma ovviamente non è stato così. Quando i sintomi si sono manifestati di nuovo, ho capito che non potevo risolverlo da solo”. Gigi ha lavorato per qualche anno in un albergo, ma poi per problemi di salute del padre (anche i genitori sono venuti ad abitare qui), ha lasciato il lavoro con la speranza di riprenderlo. Da allora, Gigi ha avuto diverse borse lavoro, l’ultima è quella di Psicoradio: ci lavora 3 pomeriggi a settimana per 4 ore. “Frequentando il Dsm ho capito che i pregiudizi verso chi ha problemi mentali erano sbagliati – dice Gigi – e che quello che è successo a me può capitare a chiunque”. (lp)

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