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Ecco il metodo Rondine, modello di risoluzione dei conflitti

E' un modello applicato per la prima volta nelle elezioni in Sierra Leone, che verrà portato come esempio di buona pratica sul fronte dei diritti umani alle Nazioni Unite. E’ il metodo Rondine, sperimentato nella cittadella della Pace Arezzo, dove si sono formati circa 180 ragazzi provenienti da luoghi di conflitto in tutto il mondo

05 luglio 2018

ROMA - Un modello di risoluzione dei conflitti, applicato per la prima volta nelle elezioni in Sierra Leone, che verrà portato come esempio concreto di buona pratica sul fronte dei diritti umani alle Nazioni Unite. E’ il metodo Rondine, sperimentato nella cittadella della Pace Arezzo, dove si sono formati circa 180 ragazzi provenienti da luoghi di conflitto in tutto il mondo (dal Medio Oriente al Caucaso, dall’Africa Sub-sahariana al subcontinente indiano, fino ai Balcani e all’America). Il metodo, poi codificato e riconosciuto a livello accademico, prevede nuovi modelli di governance e d leadership da applicare in contesti problematici. La metodologia è stata presentata oggi a Roma in una conferenza stampa.

“L’Italia con Rondine Cittadella della Pace intende portare alla Nazioni Unite un esempio concreto da cui ripartire sul grande tema dei diritti umani, ormai divenuto prioritario per il nostro pianeta - sottolinea in un messaggio Elisabetta Belloni, sottosegretaria al ministero degli Esteri -. Per questo abbiamo scelto la ricorrenza del 70 esimo anniversario della Dichiarazione dei diritti dell’uomo per presentare Rondine come esempio concreto di come i conflitti si possano affrontare e superare all’interno della società civile, ripartendo dal dialogo e dai rapporti interpersonali, in un’ottica di sviluppo collettivo scongiurandone il decentramento nel conflitto armato”. La partecipazione di Rondine alle celebrazioni del settantesimo anniversario della dichiarazione dei diritti dell’uomo è in programma per il prossimo 10 dicembre a New York.

Il caso Sierra Leone. La prima applicazione del metodo è avvenuta in Sierra Leone durante le elezioni politiche. Il paese dal 1991 al 2002 è stato protagonista di una sanguinosa guerra civile che ha fatto 50mila morti, ha poi subito un’epidemia di Ebola e un’inondazione di fango che ha sommerso centinaia di persone. Qui in vista delle elezioni sono stati formati 360 leader di comunità per la trasmissione di informazioni. Accanto a questo è stata lanciata una campagna di sensibilizzazione in 14 distretti del paese con incontri pubblici, trasmissioni radio e informazioni via social network per poi costituire una commissione che ha supervisionato le elezioni. In tutto i beneficiari diretti sono stati 700, quelli indiretti 2,5 milioni. “Quello che abbiamo cercato di fare è stato favorire un processo democratico e pacifico nel paese- sottolinea Manuela Macai, responsabile del progetto in Sierra Leone -. Ora lo sforzo che dobbiamo fare è portare questo metodo anche in contesti diversi in vari paesi”. “Rondine offre al mondo un nuovo metodo universale per la trasformazione creativa dei conflitti con un’efficacia scientifica riconosciuta- sottolinea il presidente dell’associazione Franco Vaccari - ora serve che questa azione abbia un riconoscimento esterno. Oggi questi anni di ricerca sono un sogno che diventa realtà”. La ricerca è stata sostenuta da fondazione Vodafone e ha coinvolto ricercatori dell’Unversità di Perugia e del Center for Peacemaking Pratice alla George Manson University. (ec)

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