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Pisa, assessore imputato per stalking. Centro antiviolenza: "Legittimata violenza alle donne"

A Pisa raccolte oltre 6 mila firme per chiedere le dimissioni del nuovo assessore Andrea Buscemi, imputato per stalking ma non condannato per prescrizione

06 luglio 2018

FIRENZE – “Siamo indignati dalla scelta di Andrea Buscemi come assessore alla cultura. Pisa non se lo merita!” Inizia così una petizione lanciata su change.org (raccolte oltre 6mila firme) che chiede al neosindaco di Pisa Michele Conti le dimissioni del nuovo assessore alla cultura del Comune di Pisa perché “il suddetto è stato riconosciuto colpevole del reato di stalking secondo la sentenza della Corte d’appello di Firenze emessa in data 30 maggio 2017. La sentenza lo condanna sul piano civile al risarcimento dei danni a favore della parte civile, oltre a rifondere alla parte civile le spese di difesa, cioè tutte le spese del primo processo e di quello d'appello”. Buscemi non è stato condannato penalmente, però, perché era passato troppo tempo dalla denuncia e il reato è stato prescritto. 

Nella petizione si legge: “Nella sentenza sono descritti i fatti: violenze fisiche, pedinamenti, continue telefonate, ricatti, pressioni, minacce e violenze fisiche alle vittime (sono più di una) e ai testimoni. L’abbondanza delle prove testimoniali e documentali rendono conto delle gravi violenze agite verso le sue ex compagne, protratte per oltre 15 anni, e rilevano chiaramente la condotta aggressiva e manipolatrice del soggetto”.

E poi: “Il primo cittadino della nostra città non può in nessun modo ignorare questi comportamenti riguardanti un candidato della sua lista, così come sono ampiamente descritti negli atti giudiziari. Se lo fa, viene meno la sua credibilità. Se lo fa, ammette un uomo maltrattante ad un ruolo istituzionale, e con questo gesto legittima la violenza stessa a livello istituzionale. Pisa è una città dalle profonde tradizioni culturali e con una visibilità di respiro internazionale. Noi vogliamo che i politici rispecchino le qualità etiche dei cittadini che rappresentano e che possano valorizzare le risorse culturali del nostro territorio”.

La petizione è sostenuta anche dalla Casa della Donna, il centro antiviolenza che ha seguito per molto tempo la donna vittima del neo assessore: “Conosciamo bene la storia – ha detto la coordinatrice Giovanna Zitiello - Abbiamo seguito la donna per anni in tutto il processo, sappiamo che le accuse di cui è stato imputato Buscemi sono veritiere, riteniamo che un uomo con quei trascorsi non possa assumere una carica politica, questo vuol dire dare un segnale alle donne che è inutile denunciare, è un messaggio terribile, siamo di fronte ad una collusione e ad una accettazione della violenza sulle donne, che in questo modo viene legittimata”.

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