Maglietta rossa. Don Ciotti: "Un segno, ora serve concretezza"

In migliaia hanno aderito all’appello lanciato da Libera e Gruppo Abele, Arci, Legambiente, Anpi e dal giornalista Francesco Viviano in ricordo delle vittime del mediterraneo e per “fermare l’emorragia di umanità”. Don Ciotti risponde a Salvini: “Porto la maglia rossa al Viminale. È un invito a riflettere”

07 luglio 2018

ROMA - Una maglietta rossa “per fermare l'emorragia di umanità”, un segno a cui deve seguire “la concretezza, l’impegno e le responsabilità”. È questo l’appello lanciato nei giorni scorsi dal presidente di Libera, don Luigi Ciotti, che ha invitato ad indossare nella giornata di oggi, sabato 7 luglio, una maglietta rossa “per un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà”. L’iniziativa, promossa da Libera e Gruppo Abele, Arci, Legambiente, Anpi e dal giornalista Francesco Viviano ha raccolto migliaia di adesioni di associazioni, comitati, scuole, musicisti, giornalisti, scrittori, singoli cittadini che hanno risposto all’appello pubblicato sui social post e foto con l’hashtag #magliettarossa, che oggi è in vetta ai trend topic di Twitter in tutta Italia. Il fulcro dell’iniziativa oggi in Piazza Immacolata a San Lorenzo a Roma, alla presenza di don Ciotti e Giuseppe Demarzo, coordinatore della rete di Numeri Pari, ma sono tante le iniziative sparse in tutta italia e le adesioni personali che vanno anche oltre i confini nazionali.

“Il rosso è il colore che ci invita a sostare - si legge nell’appello lanciato da don Ciotti -. Ma c’è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori”. Intanto, si legge ancora nell’appello, “l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà”.  Una iniziativa, quella di oggi, voluta per contrastare un “cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura”, aggiunge il testo dell’appello. “L’Europa moderna non è questa - continua il testo -. L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità”.

Ad aderire alla mobilitazione in maglietta rossa tantissime organizzazioni, come la Caritas di Roma, Emergency, Banca Etica, Medici senza frontiere e Amnesty International Italia che su twitter rilancia l’appello per fermare la detenzione e la vendita di rifugiati e migranti in Libia.“Oggi aderiamo all'iniziativa #MagliettaRossa perché le politiche europee stanno ignorando le continue #stragi in mare - si legge nel tweet . Eppure cambiare il sistema di accoglienza è possibile, attraverso la creazione di canali umanitari”.

A rispondere all’appello anche la politica. Sono in tanti ad aver postato una foto con la maglietta rossa. Una decina di magliette rosse hanno colorato anche l’assemblea nazionale del Pd tenutasi oggi, tra cui quella di Maurizio Martina. In rosso anche Liberi e Uguali, in un post del senatore Pietro Grasso che ritrae alcuni partecipanti ad un incontro del partito a Forlì. “Teniamo aperti i porti - scrive Grasso -, sosteniamo chi salva vite. Teniamo aperti i cuori”. Tra gli altri volti noti in maglietta rossa ci sono anche Laura Boldrini, Enrico Letta, Susanna Camusso, Gad Lerner, Rosy Bindi, Roberto Saviano, Monica Cirinnà e tanti altri. Non poteva mancare la replica del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. "P.s. Che peccato, in casa non ho trovato neanche una maglietta rossa da esibire oggi…”, così il vicepresidente del Consiglio sul suo profilo Facebook personale, aggiungendo un emoticon, una 'faccina' penseriosa. Al post di Salvini ha risposto lo stesso don Ciotti, intervistato su Rainews24 da Piazza Immacolata a Roma. “La maglietta rossa la porto al Viminale - ha detto il presidente di Libera -. Un piccolo gesto, fatto con rispetto. La maglietta rossa per noi è un invito a riflettere, non  continuare a guardarci allo specchio, ad assumersi di più come cittadini la nostra parte di responsabilità”. La maglietta rossa, ha ricordato don Ciotti “è un segno”, a cui deve seguire “la concretezza, l’impegno e le responsabilità”.(ga)

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