:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Diciotti, gli operatori negano violenze. Salvini: "Non finirà a tarallucci e vino"

Il giorno dopo lo sbarco non si placano le polemiche. Di Maio e Fico con Mattarella, ma il ministro dell'Interno deciso ad andare avanti. L'associazione nazionale magistrati esprime preoccupazione per le possibili interferenze sul lavoro dei magistrati. Intanto una mediatrice di Intersos: "Nessuna violenza, i migranti erano solo spaventati"

13 luglio 2018

ROMA - Il giorno dopo lo sbarco a Trapani non si placano le polemiche sul caso della nave Diciotti, tenuta in stand by da giorni con 67 migranti a bordo, e fatta approdare solo ieri sera dopo l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato ha chiamato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la situazione si è alla fine sbloccata. "Se il presidente della Repubblica interviene bisogna rispettare il presidente della Repubblica poi bisogna lavorare su procedure più veloci", ha detto il vicepremier e ministro del Lavoro e Politiche sociali Luigi Di Maio, ospite questa mattina del programma Agorà su Rai 3. Alla domanda se Salvini abbia esagerato il ministro ha poi risposto: "Non me ne frega niente se ha esagerato o meno, l'importante è che con l'intervento del presidente della Repubblica si e' sbloccata la situazione".

Dal canto suo, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, non sembra disposto a un passo indietro, nonostante le critiche. “Se sulla Diciotti ci sono state violenze, come da testimonianze e fotografie, allora chi ha sbagliato deve pagare. Mi auguro che la Procura faccia bene e in fretta, non permetterò che finisca tutto a tarallucci e vino" ha detto intervenendo a RTL 102.5. Il riferimento è alla presunta rivolta dei migranti sulla nave, che secondo gli operatori presenti era semplicemente legata alla paura di essere riportati in Libia. In particolare la mediatrice culturale di Intersos, Sahra Ibrahim intervistata da Repubblica ha spiegato che“ non ci sono state violenze. Erano molto spaventati, perché eravamo fermi, una volta spiegato che sarebbero arrivati in Italia, tutto è rimasto tranquillo. Tutto è durato cinque minuti, non di più”.

Sul caso è intervenuto anche il presidente della Camera Roberto Fico, spiegando che gli interventi di Mattarella “siano positivi sempre, in qualsiasi situazione. Il governo ha lavorato insieme per superare le problematiche, oggi mi sembra vada tutto per il meglio"ha detto.

Molto più preoccupato si dice, invece, il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Francesco Minisci: "Seguiamo con grande attenzione i possibili risvolti giudiziari connessi alla vicenda della nave Diciotti e chiediamo che il lavoro dei magistrati della Procura di Trapani venga lasciato proseguire senza interferenze. Per questo motivo ogni richiesta di adozione di provvedimenti dell'autorità giudiziaria, da chiunque provenga, risulta ingiustificata e non in linea con i principi di autonomia e indipendenza fissati dalla Costituzione, cui tutti devono attenersi", sottolinea.

Anche per Riccardo De Vito, presidente di Magistratura democratica "le affermazioni del ministro dell'Interno sullo sbarco della nave Diciotti, rilanciate dalla stampa, suscitano allarme per la distanza che segnano dai principi della Costituzione in materia di divisione dei poteri e di garanzie della libertà  personale affidate all'autorità giudiziaria. Ogni interferenza nelle valutazioni autonome che - nel rispetto delle garanzie poste della Costituzione e dalla legge - spettano all'autorita' giudiziaria circa la sussistenza o meno dei reati e l'adozione di provvedimenti restrittivi segna un passo indietro nello stato di diritto democratico. È triste che ancora una volta la vicenda dei migranti venga strumentalizzata per fini politici. A cuore di tutti dovrebbero essere quelle 600 persone morte nelle ultime quattro settimane a causa del blocco dei porti e degli impedimenti frapposti alle attivita' delle Ong".

 

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa