:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Migranti, S.Egidio a Governo: "Servono badanti, aprire decreto flussi per 50 mila”

La richiesta è stata avanzata direttamente al premier Conte. Impagliazzo: "Il problema con cui ci stiamo confrontando è quello della dimensione delle assistenti familiari, il loro numero oggi si sta riducendo, dal 2011 non ci sono decreti flussi in Italia che prevedono l’ingresso regolare"

17 luglio 2018

ROMA - Un decreto flussi per far arrivare in Italia in maniera regolare almeno 50mila assistenti familiari. E’ la proposta avanzata dalla Comunità di Sant’Egidio al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ieri ha visitato la sede di Roma dell'organizzazione.“Il problema con cui ci stiamo confrontando è quello della dimensione delle assistenti familiari. L’Italia è il paese in Europa che ha introdotto il concetto delle badanti, che in realtà dovremmo chiamare assistenti familiari, ma il loro numero oggi si sta riducendo. Dal 2011 non ci sono più decreti flussi in Italia che prevedono l’ingresso regolare nel nostro paese. Le assistenti familiari, invece, sono figure professionali sempre più richieste dalle famiglie,che ormai vengono sempre meno” spiega Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, durante la presentazione oggi a Roma del report sugli anziani “Il caldo fa più male della solitudine.

La prima richiesta della Comunità di Sant'Egidio al nuovo governo è dunque quella di “riaprire i decreti flusso per le assistenti familiari perché possano arrivare regolarmente - aggiunge Impagliazzo -. Ne ho parlato con il premier Conte: serve garantire un ingresso per almeno 50mila persone nel decreto flussi del 2019”. Da anni i decreti flussi sono infatti limitati e circostanziati ai lavoratori stagionali o a chi è già in Italia per motivi di studio. Ma secondo Impagliazzo in un paese che conta 13 milioni di anziani (il 21 per cento della popolazione) il ruolo delle badanti è fondamentale per garantire il modello dell’assistenza in famiglia. “Quello a cui assistiamo nelle politiche pubbliche è la tendenza di non rispecchiare più il modello italiano di cura dell’anziano assistito in casa, protetto dalla famiglia, protetto dai vicini di casa, protetto dagli amici - spiega ancora il presidente di Sant’Egidio - il modello che si sta affermando in Italia negli ultimi anni è quello dell’istituzionalizzazione, cioè della creazione di Rsa, di istituti e ospizi, più o meno leciti. C’è una crescita esponenziale di ricoveri di anziani in istituti, spesso non controllati dalla legge. Quindi quello che noi oggi proponiamo è di difendere il modello italiano dell’assistenza agli anziani nelle loro case”. L’idea è quella di creare “cabine di regia per spingere sull’assistenza sanitaria e sociale, per garantire maggiore dignità alla vita degli anziani”.

Da qui la richiesta di un decreto flussi per 50mila lavoratori che rappresenta, inoltre, una di quelle “vie legali per l’immigrazione regolare, che evita anche quelle tragedie a cui assistiamo quotidianamente nel deserto sahara o nel mare Mediterraneo” aggiunge Impagliazzo, spiegando di aver parlato con il presidente del Consiglio anche del rinnovo del protocollo per i prossimi corridoi umanitari per i siriani e gli africani del Corno d'Africa.

L’altra proposta di Sant’Egidio è di pensare a soluzioni abitative alternative per evitare l’istituzionalizzazione deglia anziani, come case famiglia o progetti di cohousing, in cui portare avanti modelli di vita in comune. Infine Impagliazzo ha fatto appello a tutti coloro che hanno vicini di casa anziani, a Roma e non solo, di “non lasciarli soli mai ma in particolare in questo periodo dell’anno e di moltiplicare le visite per sapere se stanno bene”. (ec)

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa