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Dieci cervelli ribelli per lo sport: formare allenatori di ragazzi “neurodiversi”

Al via il progetto promosso dalla onlus Insettopia, grazie a un bando della fondazione Vodafone Italia. Nicoletti: “Selezioneremo 10 allenatori esperti in diverse discipline e 10 ragazzi autistici e li metteremo in contatto, con la mediazione di neuropsichiatri specializzati, per creare programmi sportivi inclusivi”

17 luglio 2018

ROMA – Lo sport è per tutti. E fa tanto bene anche ai “cervelli ribelli”. Prende il via, a partire da questa convinzione, il progetto “10 cervelli ribelli per lo sport”, promosso dalla onlus Insettopia e dal portale “Pernoiautistici”, grazie al bando della Fondazione Vodafone Italia “OSO Ogni Sport Oltre” . Come spiega Gianluca Nicoletti, giornalista e papà di un ragazzo con autismo e ideatore di Pernoiautistici, si tratta di “un progetto nazionale che ha lo scopo di fornire on line un supporto didattico e formativo destinato a qualunque organizzazione sportiva fosse interessata a una corretta inclusione di soggetti neurodiversi nella proprie attività”. 

L'obiettivo è rendere lo sport sempre più accessibile a chi ha una disabilità cognitiva e relazionale, promuovendo la formazione e la preparazione di chi organizza e gestisce la singola attività sportiva. Il progetto prevede quindi la realizzazione di un modulo di formazione specifico, che fornisca strumenti tecnico teorici per includere nelle attività di squadra anche soggetti autistici. La formazione è mirata per allenatori, educatori di scienze motorie, operatori delle diverse discipline sportive. Il tutto con materiali generali di scenario e con materiali ad hoc per le singole occorrenze. Il progetto prevedrà inoltre corsi e materiali studiati ad hoc per le famiglie. 

Le lezioni si terranno a Roma, con la collaborazione dello staff della Neuropsichiatria Infantile dell’Università di Tor Vergata. Il corso, come esperienza pilota, sarà gratuito per i partecipanti. Grazie alle potenzialità delle nuove tecnologie e degli strumenti e canali digitali l’obiettivo è rendere disponibile la formazione testata nel corso a chiunque potenzialmente in Italia voglia fruire di contenuti e materiali: infografiche, materiali interattivi, pillole tutorial, test di autovalutazione, schede per attività ludico-motorie di inserimento, card per giochi di ruolo, materiali diretti ai ragazzi (es. sotto forma di fumetto, ecc.). Il tutto sarà sviluppato in digitale, caricato sulla Piattaforma OSO e attivato in fase di dissemination da un piano di comunicazione ad hoc

Il progetto coinvolgerà direttamente 10 allenatori ed educatori di scienze motorie, selezionati tra dieci diverse discipline sportive (atletica, scherma, basket, nuoto, tennis, rugby, danza, arti marziali, calcio, equitazione). Saranno coinvolti nel progetto pilota 10 bambini e ragazzi 'neurodiversi' e le relative 10 famiglie, con l’obiettivo di mettere a sistema i vantaggi di una reale inclusione grazie ai valori e alle potenzialità dello sport, in tutte le sue declinazioni. 

“E’ dalle famiglie che deve partire la necessaria motivazione a far si che questi 'ragazzi speciali' escano dalle mura di casa e inizino a vivere in modo attivo con i loro pari età – spiegano i promotori del progetto - Ricordiamo che i ragazzi neurodiversi sono poi dei veri e propri personal trainer per tutti i ragazzi 'neurotipici', capaci di abituare i compagni di sport a gestire la differenza. In questo modo si creano le basi per un’educazione alla convivenza e al gioco di squadra, in un’importante palestra di educazione alla responsabilità”. 

La formazione scientifica sarà a cura dello staff autismo dell’Università di Tor Vergata-UOC di Neuropsichiatria infantile, coordinato da Luigi Mazzone); Gianluca Nicoletti guiderà le attività di comunicazione, attivando le reti istituzionali coinvolte in precedenti progetti e il portale “Pernoiautistici”; infine. La società di comunicazione Kulta si occuperà della creazione dei materiali fisici e digitali e del supporto alla diffusione anche sul portale Scuola Channel.

In questo video, Gianluca Nicoletti, accanto al figlio Tommy, racconta e illustra il progetto. (cl)

© Copyright Redattore Sociale

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