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“Into the footsteps of a migrant”, gioco per mettersi nei panni di chi migra

Quattro partner europei per un progetto educativo il cui obiettivo è sensibilizzare sulla complessità del processo migratorio e sulle difficoltà che incontra chi decide di migliorare la propria vita. La cooperativa Camelot: “Mostrare il lato umano della migrazione”

19 luglio 2018

FERRARA - Il viaggio. Lo sbarco. L'accoglienza. La procedura di asilo. I colloqui con operatori, avvocati, mediatori culturali, giornalisti. Il riconoscimento dello status. Sono alcuni dei momenti, che possono durare anche mesi o anni, che compongono il percorso di chi sceglie di lasciare la propria casa, il proprio Paese, per cercare una vita migliore. Un gioco di ruolo permetterà di immedesimarsi in questo percorso per capirne la complessità e scoprire le difficoltà che si possono incontrare.
È lo strumento educativo che sarà realizzato con “Into the footsteps of a migrant”, letteralmente “Sulle orme di un migrante”, il progetto europeo sostenuto dal programma Erasmus+ della Commissione europea che coinvolge realtà di 4 Paesi: la cooperativa sociale Camelot (Italia), Refugee Company (Olanda), Asociatia Art Fusione (Romania) e Solar e.V. (Germania). “Il progetto ci permette di lavorare sull'educazione, partendo dalle storie personali dei richiedenti asilo, dei rifugiati e di tutti coloro che si occupano di migrazione”, spiega Anna Lugaresi, referente per la cooperativa Camelot. 
 
Come sarà strutturato il gioco? “L'idea è di creare un gioco interattivo, un gioco di ruolo con una base fisica e una parte online, in cui chi gioca deve immedesimarsi nel percorso di chi migra – spiega Lugaresi – Stiamo ancora lavorando sulla struttura, e da settembre inizierà la fase di scrittura delle regole, ma sarà un gioco con un master che farà da coordinatore e che prevede dai 10 ai 20 giocatori”. L'esperienza comprenderà il viaggio e anche tutto il percorso successivo all'arrivo in Italia o in Europa: dalle procedure di asilo alle politiche migratorie, dal controllo delle frontiere al ruolo dei media. “L'obiettivo è mostrare il lato umano di ciò che comporta la migrazione – continua la referente – Per questo abbiamo fatto una ricerca approfondita sui Paesi coinvolti dal punto di vista culturale, legale, statistico, per far emergere la visione della migrazione di ognuno e condotto una serie di interviste a personaggi che vorremmo inserire nel gioco, ovvero le persone che un migrante incontra nel percorso, e a chi il viaggio lo ha realmente compiuto”. 
 
Obiettivo del progetto è sensibilizzare la società sulla complessità del processo migratorio e sulle difficoltà che devono affrontare i migranti. Per questo motivo il gioco sarà sviluppato sotto forma di kit educativo concepito per poter essere usato in vari ambiti. “Il nostro obiettivo è sviluppare un gioco di ruolo che permetta alle persone di lavorare sui pregiudizi, di stimolare empatia, riflessione e pensiero critico – spiega Lugaresi – Vorremmo che avesse la più ampia diffusione possibile: a scuola, nei gruppi formali e informali di giovani, tra gli addetti ai lavori”. Del gioco saranno realizzate 4 edizioni specifiche per paese. “A febbraio è in programma un 'try out', una sorta di sperimentazione del gioco in cui persone che non lo conoscono e con diversi background lo sperimenteranno – conclude la referente – Da lì, trarremo indicazioni che ci permetteranno di migliorare questo strumento educativo”. (lp)
 

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