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Housing sociale per combattere la povertà abitativa al Sud

Sono 50 i progetti presentati per la sperimentazione promossa dalla Fondazione con il Sud. “La casa dovrebbe essere una sicurezza per tutti, ma per molti non è così". Più di 260 realtà, pubbliche e private, hanno creato partenariati

19 luglio 2018

ROMA - Contrastare la povertà abitativa nelle regioni meridionali. Questo l’obiettivo dei 50 progetti presentati da diverse organizzazioni meridionali del Terzo settore alla Fondazione Con il Sud, l’ente non profit nato per favorire lo sviluppo del Mezzogiorno attraverso la promozione di percorsi di coesione sociale. Il 13 luglio è scaduto infatti il termine per candidarsi all’iniziativa di housing sociale “Benvenuti a casa”, promossa in via sperimentale dalla Fondazione che mette a disposizione 4 milioni di euro di risorse private.

In particolare, 18 proposte interessano la Campania, 9 la Puglia, 8 la Calabria, 6 la Sicilia, 3 la Basilicata, 3 la Sardegna e 3 più regioni. La fase di valutazione delle proposte si concluderà a fine anno. I progetti selezionati riceveranno fino a 600 mila euro per sviluppare sul territorio soluzioni abitative agevolate per un periodo che va da 36 a 48 mesi, attivando però meccanismi che aiutino i beneficiari a rendersi autonomi nel tempo.

La Fondazione ha fatto sapere che più di 260 associazioni, cooperative sociali, organizzazioni di volontariato, enti pubblici e privati hanno creato partenariati per offrire risposte concrete alle persone che vivono un disagio abitativo nel territorio. “La casa dovrebbe essere una sicurezza per tutti, ma per molti non è così. L’approccio che proponiamo con Benvenuti a casa – commenta il presidente della Fondazione CON IL SUD Carlo Borgomeo – è quello di un percorso di solidarietà che aiuti chi vive situazioni di disagio sociale a riacquistare fiducia in sé e autonomia di reddito, in una logica di comunità, coinvolgendo non solo la sfera abitativa ma anche quella economica, sociale, urbana e di riqualificazione del territorio”.

Tra le candidature ricevute, verranno valutate positivamente quelle che prevedono anche esperienze di coabitazione e cohousing, scambi e supporto reciproco tra i destinatari (condivisione nella cura e gestione dei figli, portierato sociale, condominio solidale, ecc.), la riqualificazione di quartieri o zone a rischio degrado o il contrasto allo spopolamento dei piccoli comuni. I beneficiari – che saranno chiamati a compartecipare, in base alla propria condizione economica, alla gestione o copertura dei costi di affitto dell’abitazione - potranno essere sia persone in uscita da percorsi di recupero e accoglienza (ex tossicodipendenti, ex detenuti, neomaggiorenni, ecc.), sia soggetti che, a causa di fattori contingenti, vivono condizioni di vulnerabilità socio-economica (nuclei familiari fragili, genitori separati, anziani, disoccupati, senza fissa dimora, ecc.).

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