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"AutoNOImia", documentario sul dietro le quinte del progetto di Parent Project

Dopo 12 mesi volge alla fine l'iniziativa dell'assoluzione, che ha proposto attività diverse e percorsi per l'inclusione sociale e la cittadinanza delle persone con disabilità nel contesto delle comunità locali. Le esperienze saranno raccolte in un annuario e raccontate in un documentario

20 luglio 2018

ROMA – 12 mesi di attività diverse, ma accomunate dal medesimo obiettivo: valorizzare le capacità delle persone con disabilità, favorendo la loro autonomia e inclusione. Volge a conclusione il progetto “AutoNOImia. Percorsi sperimentali di inclusione sociale e cittadinanza attiva per le persone con disabilità nel contesto delle comunità locali”, promosso dall’associazione Parent Project onlus e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ai sensi della L. 383 del 7/12/2000 Anno 2016. 

Nonostante gli ostacoli legati alla patologia con la quale convivono – la distrofia muscolare di Duchenne e Becker - i ragazzi e i giovani adulti che fanno parte della rete di Parent Project hanno tanti interessi, passioni e talenti che il progetto ha inteso valorizzare e "mettere in circolo", rendendo i ragazzi protagonisti nel contesto delle loro comunità locali, facilitando al contempo l’inclusione e processi di cittadinanza attiva. Le attività che hanno visto protagonisti i giovani sono state numerose e variegate: chi ha scritto ed illustrato un libro, chi ha girato cortometraggi, chi ha organizzato mostre artistiche o fotografiche e chi ha contribuito alla diffusione di pratiche sportive accessibili o ha partecipato alla Milano Marathon in carrozzina. Le esperienze verranno raccolte anche in un annuario, elaborato graficamente da alcuni dei partecipanti. Intorno alle iniziative dei ragazzi si è creata una preziosa rete, composta da amici, familiari, insegnanti, istituzioni, che ha contribuito alla realizzazione e al successo del progetto. 

parent project_Autonoimia

A raccontare dell’iniziativa sarà il documentarioAutoNOImia: dietro le quinte”, che entrerà nel vivo del progetto, ritraendo tre storie in particolare, che simbolicamente rappresentano tutte le altre. Quella di Luca, Carlo e Lorenzo, giovani appassionati di cinema che si sono sperimentati come registi di un cortometraggio per sensibilizzare sul tema dell’inclusione; quella di Guglielmo, che ha scelto di cimentarsi nel baskin, sport integrato ispirato al basket, condividendo con un gruppo di coetanei la fatica degli allenamenti e l’emozione delle partite e delle trasferte; e quella di Marco e Matteo, fratelli che hanno deciso di organizzarsi per vivere autonomamente in un loro appartamento. Il documentario è disponibile su Youtube e sarà promosso, nei prossimi mesi, attraverso la rete della comunità Duchenne e Becker. 

La distrofia muscolare di Duchenne (DMD) è la forma più grave delle distrofie muscolari, si manifesta in età pediatrica e causa una progressiva degenerazione dei muscoli. La distrofia di Becker (BMD) è una variante più lieve, il cui decorso varia però da paziente a paziente. Al momento, non esiste una cura. 

Parent Project onlus è un’associazione di pazienti e genitori con figli affetti da distrofia muscolare di Duchenne e Becker. Dal 1996 lavora per migliorare il trattamento, la qualità della vita e le prospettive a lungo termine dei bambini e ragazzi affetti dalla patologia attraverso la ricerca, l’educazione, la formazione e la sensibilizzazione. Gli obiettivi di fondo che hanno fatto crescere l’associazione fino ad oggi sono quelli di affiancare e sostenere le famiglie attraverso una rete di Centri Ascolto, promuovere e finanziare la ricerca scientifica e sviluppare un network collaborativo in grado di condividere e diffondere informazioni chiave.

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