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Operai, colf, commesse. Una mostra racconta i lavoratori

I lavoratori dell’empolese sono i protagonisti di un’esposizione all’interno del Festival “Ci sono sempre parole - Festival delle narrazioni popolari (e impopolari)” che si svolgerà dal 6 ottobre al 30 novembre nei comuni dell’empolese

20 luglio 2018

FIRENZE - Una insegnante, una operatrice del carcere di Sollicciano, un operaio di una fonderia, un pensionato, una addetta alle pulizie e una alle mense, una ex lavoratrice delle confezioni: loro e altri saranno lavoratori dell'Empolese “in mostra” in uno spettacolo (chiamato “J.O.B.S. Join Our Blended Stories. Storie di lavoratori in mostra”) all’interno del Festival “Ci sono sempre parole - Festival delle narrazioni popolari (e impopolari)” presentato oggi a Firenze e che si svolgerà dal 6 ottobre al 30 novembre nei Comuni dell’Empolese. L’inaugurazione della mostra “J.O.B.S.” (che durerà fino al 16 dicembre) sarà il 6 ottobre alle ore 18 presso Montelupo Fiorentino (Firenze) al Palazzo Podestarile.

La mostra mette in relazione diretta i lavoratori con gli artisti, obbligandoli ad uno scambio di empatia, di parole e emozioni. Gli oggetti diventano il mezzo sul quale costruire la relazione e l’icona plastica che in mostra ‘affianca’ le opere degli artisti. Sul modello del Museo delle Relazioni Interrotte di Zagabria, gli oggetti sono i protagonisti reali della mostra: come rappresentazione visiva ed orale delle singole storie e come scintilla creativa per gli artisti. Il racconto della complessità contemporanea del mondo del lavoro attraverso l’intimità delle parole, dei pensieri e delle speranze. Una mostra collettiva, nel vero senso della parola: le opere nascono dalle parole di un racconto e sfidano la complessità individuale per diventare collettivo e condivisione.

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