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Sigaretta elettronica nelle carceri fiorentine, la proposta delle associazioni

Aduc e Progetto Firenze chiedono alla Regione, al Dap e alle direzioni dei penitenziari di introdurre in via sperimentale l’utilizzo della sigaretta elettronica per alleviare le sofferenze dei reclusi

24 luglio 2018

- FIRENZE - “Chiediamo alla Regione Toscana, al Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, e alle direzioni del carcere di Sollicciano e del Gozzini (Solliccianino) di considerare la possibilità di attivare un progetto pilota che per promuovere l’uso della sigaretta elettronica al posto delle sigarette nelle carceri fiorentine. Per parte nostra, ci rendiamo disponibili a illustrare le esperienze già fatte in altri Paesi con buoni risultati”. E’ la proposta lanciata da Vincenzo Donvito, Presidente Aduc, e Massimo Lensi, Associazione “Progetto Firenze”.

“Le carceri italiane tornano a essere gravemente sovraffollate, e la prima emergenza da affrontare è quella sanitaria – hanno spiegato i due in una nota - Un detenuto su due, secondo le rilevazioni della Agenzia Sanitaria della Regione Toscana, soffre di almeno una patologia; tra le affezioni più diffuse i disturbi psichici e subito a ruota quelle dovute al fumo di tabacco, attivamente consumato o passivamente subito”.

Ecco perché, proseguono, “ci sembra necessario e urgente chiedere che sulla malattia in carcere le istituzioni inizino seriamente a occuparsi di prevenzione e riduzione del danno. Il consumo di sigarette, per esempio, può essere combattuto introducendo la sigaretta elettronica tramite il “sopravvitto” (l’acquisto di beni di consumo in carcere). Il DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria) ha autorizzato la e-cig negli istituti penitenziari già nel dicembre 2016. Da allora però nulla si è fatto”.

 

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