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Toscana, un accordo per favorire l’inserimento dei detenuti nelle cooperative

Siglata l’intesa tra Provveditorato e Confcooperative per favorire percorsi lavorativi intra ed extra murari delle persone recluse

24 luglio 2018

FIRENZE - Siglata l'intesa tra Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria Toscana e Umbria e Centrali Cooperative-Settore Sociale della Toscana (Confcooperative-Federsolidarietà, Legacoop Toscana-Area Welfare e AGCI-Solidarietà Toscana) per favorire percorsi lavorativi intra ed extra murari delle persone detenute. E' stato infatti firmato oggi il Protocollo tra PRAP e Centrali Cooperative per promuovere i rapporti tra le amministrazioni penitenziarie e la cooperazione sociale di tipo B, quella impegnata nell'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate. Un atto che si inserisce all’interno del percorso avviato in Toscana nel 2010, con l'obiettivo di tutelare l'inclusione sociale dei soggetti svantaggiati, e che ha visto la partecipazione attiva della Regione Toscana, di Estar, del Comune di Firenze, dell’Università di Firenze e dell’ANCI Toscana. 

Per il PRAP ha apposto la firma il Provveditore Antonio Fullone, per Confcooperative-Federsolidarietà Toscana il presidente Alberto Grilli, per Legacoop Toscana-Area Welfare Marco Paolicchi e per AGCI-Solidarietà Toscana Federico Pericoli. E' intervenuto anche Eros Cruccolini, Garante dei detenuti di Firenze. “La firma del Protocollo  - commenta il Provveditore Antonio Fullone -  costituisce un momento importante nella costruzione di percorsi lavorativi intra ed extra murari e, quindi, di reinserimento sociale delle persone detenute. Valorizza il tempo della detenzione come occasione di scelte diverse nel momento della dimissione dall’istituto di pena. Offre sostanza al concetto di risocializzazione e di prevenzione sociale. Trovo particolarmente importante  - continua il Provveditore Fullone - sottolineare la natura dei firmatari del Protocollo: il mondo della cooperazione sociale, del privato sociale, che rafforza l’idea di una visione sistemica e sinergica di queste con l’istituzione penitenziaria. La consapevolezza di consolidare un pensiero più profondo sull’importanza sociale, anche in termini di sicurezza della collettività (attraverso soprattutto l’integrazione), del recupero dei soggetti svantaggiati.” 

“Con questa firma si prosegue un percorso iniziato qualche anno fa - spiega Alberto Grilli -  e si traccia la strada per i prossimi anni. Riteniamo importante che si dia continuità all'impegno che vede in Toscana diverse Istituzioni pubbliche attive nel sostenere il contributo delle cooperative sociali di tipo B all'economia regionale e allo sviluppo di una maggiore giustizia sociale in una fase del nostro paese particolarmente critica verso le politiche di promozione umana delle fasce più deboli della popolazione. La Toscana è stata un'eccellenza nel campo dell'integrazione e deve continuare ad esserlo: con questo protocollo che promuove l'inserimento lavorativo intra ed extra murario delle persone detenute la nostra regione si dota di uno strumento in più per continuare a porsi come buona pratica a livello nazionale".

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