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Atene, casa famiglia apre le porte a chi scappa dal fuoco

Fabiola e Filippo della Casa Famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII possono ospitare fino a 30 persone. Ora sono in contatto con la Caritas greca. Fondamentale il soccorso portato dai semplici cittadini

25 luglio 2018

ATENE - Le loro porte di casa sono sempre aperte, anche questa volta erano pronti ad accogliere nuove famiglie di persone rifugiate. Poi la città ha iniziato a bruciare, avvolta da fiamme e nubi di fumo. Fabiola Bianchi e Filippo Bianchini, responsabili della Casa Famiglia Divina Provvidenza della Comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini, erano fuori città quando sono divampati i primi incendi, ma è bastato avvicinarsi alle porte della capitale per capire che fosse necessario intervenire. “Ci siamo ritrovati in autostrada, affianco alla pineta dove è scoppiato uno degli incendi, e le macchine andavano contromano perché tutto era bloccato”, testimonia Filippo. “Ci siamo fermati e abbiamo visto le persone evacuate dai campeggi, dalle case: una situazione di panico totale. Di fronte a questa emergenza abbiamo dato subito la disponibilità all'accoglienza per le famiglie greche che hanno perso la casa”.

La Casa è in un luogo sicuro, si trova “in centro ad Atene, a circa 50 km dalle zone segnate dagli incendi”, e a viverci insieme a Fabiola e Filippo, mamma e papà, ci sono i loro bimbi, un ragazzo greco uscito dalla strada e una famiglia di rifugiati: “In totale i posti letto sono circa 30, quindi ce ne sono ancora molti a disposizione”, conta Filippo. Si sono messi immediatamente all'opera, telefonando al Comune di Nea Makri, uno dei più colpiti, e alla Caritas greca e di Atene, che sta contribuendo a diffondere l'informazione anche tramite i social network, in modo da raggiungere più velocemente le migliaia di persone ancora in fuga. Inoltre, le Caritas locali con cui collabora la Comunità Papa Giovanni XXIII si sono incontrate per coordinare gli aiuti e anche l'amministratore apostolico ha annunciato di voler “mettere a disposizione la casa di proprietà della Chiesa armeno-cattolica”.

Ora “i fuochi sono stati spenti” grazie alle operazioni dei “pompieri e dei volontari della protezione civile”, che hanno lavorato per ore contro il vento che soffiava sulla capitale. Un vento che Filippo descrive come “impressionante e tremendo”, domandandosi ancora “come abbiano fatto a spegnerlo”. Fondamentale è stato anche il soccorso portato dai semplici cittadini, “che si sono mossi subito per dare una mano”, così come stanno facendo Filippo e Fabiana, partiti come semplici insegnanti e impiegati dell'ospedale dall'Italia, per diventare soccorritori in Grecia. “Ieri un uomo mi ha detto 'non bastava la tassa sulla proprietà a portarmi via la casa, ci si è messo di mezzo anche il fuoco'. Ma la bellezza del popolo greco è lo spirito di solidarietà, la capacità di andare sempre avanti”. (Roberta Cristofori)

 

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