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"Crescono i detenuti, ma diminuiscono quelli stranieri"

Il rapporto semestrale dell'Associazione Antigone: 672 detenuti in più negli ultimi cinque mesi. Straniero il 33,8% dei reclusi, ma a fronte del raddoppio della presenza di stranieri in Italia, quelli detenuti sono calati da 21.562 a 19.868. "Non c'è un'emergenza stranieri"

30 luglio 2018

ROMA - Sono in calo gli stranieri detenuti nelle carceri italiane. Questo nonostante un aumento complessivo (+672) di persone recluse nelle Istituti penitenziari italiani negli ultimi cinque mesi. Lo rivela il nuovo rapporto dell’Associazione Antigone, che pubblica un aggiornamento sulle condizioni di detenzione nella prima metà dell'anno. Dai numeri emerge che, dal 2008 ad oggi, a fronte del raddoppio della presenza di stranieri in Italia, da 3 a 6 milioni tra regolari e irregolari, quelli detenuti sono calati da 21.562 a 19.868. Il dato evidenzia dunque che "non c'è un'emergenza stranieri e non c'è un'emergenza sicurezza connessa agli stranieri". Con il raddoppio della popolazione, i detenuti infatti sarebbero dovuti raddoppiare, sottolinea l'Associazione: "Invece no. Ogni diversa interpretazione e ogni allarme sono pura mistificazione".

Gli stranieri sono comunque il 33,8% del totale dei detenuti e quelli non europei sono 13.490, ossia il 22,9%. E' straniero il 44.64% dei detenuti cui è stata inflitta una pena inferiore a un anno (e dunque per reati di scarsa gravità) e solo il 5,6% degli ergastolani (che sono complessivamente 1.726). Considerando i reati più gravi, come ad esempio la criminalità organizzata, il 98,75% dei detenuti condannati per tali delitti è italiano e solo l'1,25% è straniero.  Inoltre, gli stranieri costituiscono il 37,3% dei detenuti per violazione della legge sulle droghe, i quali sono complessivamente 20.525. Il rapporto evidenzia anche che il numero di immigrati regolari non europei che si trovano nelle carceri italiane è pari a circa 3.000 unità, ossia intorno al 5% della popolazione detenuta. “Una percentuale irrisoria – scrive Antigone ., basti pensare che il numero dei detenuti di origine lombarda è pari a 2.966 unità. Se sommiamo i detenuti con regolare permesso di soggiorno a quelli comunitari si arriva a circa 8.000 unità, cioè il 13% circa della popolazione detenuta, un numero più o meno pari ai 7.546 detenuti di origine siciliana”.

Nazionalità. Prendendo in esame le varie provenienze dei detenuti stranieri e la loro diffusione nelle carceri, Antigone evidenzia che negli ultimi 5 anni i detenuti rumeni sono diminuiti di 1.103 unità, scendendo da 3.661 a 2.558, nonostante il numero degli immigrati rumeni in Italia sia andato aumentando. “Quanto avvenuto nella comunità romena è paradigmatico – scrive Antigone. - Come si evince dai dati, man mano che passa il tempo dal suo insediamento in Italia una comunità esprime un minor numero di detenuti al proprio interno. I cittadini italiani residenti in Italia sono 55.551.000. I detenuti italiani ristretti nelle carceri italiane sono 38.891. Il tasso di detenzione è dello 0,06%. Un tasso superiore a quello di alcune comunità straniere (quella filippina ad esempio) e paragonabile a quella cinese” .

Relativamente basso è poi il numero dei detenuti che scappano da situazioni di povertà e conflitti. Resta minimo ad esempio il tasso di detenzione di siriani e afgani, solo 74 quelli provenienti dalla Siria e 78 dall’Afghanistan, nonostante violenze, torture, devastazioni e morti in famiglia. 651 sono invece i detenuti egiziani che non devono essere rimpatriati visto il rischio di tortura nel Paese che ha torturato e ucciso Giulio Regeni. Per quanto riguarda le pene, inoltre, il 44.64% dei detenuti cui è stata inflitta una pena inferiore a un anno (e dunque per reati di scarsa gravità) e solo il 5,6% degli ergastolani (che sono complessivamente 1.726). Considerando i reati più gravi, come ad esempio la criminalità organizzata, il 98,75% dei detenuti condannati per tali delitti è italiano e solo l'1,25% è straniero.

Letter of rights. Da una ricerca di Antigone risulta, infine, che nel 57% dei casi presi in esame gli arrestati stranieri non avevano ricevuto la cosiddetta “letter of rights”, che per legge andrebbe consegnata a chiunque sia appena stato privato della libertà per informarlo in forma chiara e semplice dei suoi diritti. Per gli italiani la percentuale scende al 21%. La ricerca è stata condotta in 4 città rappresentative in varie parti d'Italia su un campione di persone arrestate nei 7 giorni precedenti e con interviste a un campione di 74 avvocati.

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