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Senza dimora, 200 fotografie per "vedere" oltre gli stereotipi

Uomini e donne che chiedono l’elemosina, che dormono sui cartoni, che trascinano pacchi. Fio.psd mette a disposizione i lavori fotografici di due workshop sul tema homelessness, per andare oltre gli stereotipi e far circolare un’idea di “visibilità del senzatetto” più corretta

01 agosto 2018

Housing First. Foto di Ettore Chernetich
Fiopsd - Housing First 1

- BOLOGNA - Persone in stato di abbandono, anziani che chiedono l’elemosina in ginocchio, uomini e donne che dormono sui cartoni, che trascinano pacchi e carrelli della spesa: queste sono alcune delle scene più iconiche che siamo abituati a vedere, o immaginare, quando pensiamo alle persone senza dimora. Sul sito della Federazione italiana organismi per le persone senza dimora (Fio.psd) si legge: in Italia, secondo dati recenti, ce ne sono oltre 50 mila, e raramente foto e parole usate sui media e dai giornalisti li rappresentano dignitosamente. Proprio a partire da quest’ultima affermazione, la Fio.psd ha deciso di organizzare due workshop fotografici, il primo nel 2013 e il secondo nel 2017, allo scopo di ampliare il proprio archivio fotografico con immagini nuove e più rispettose del tema nel suo complesso, e, di conseguenza, di diffondere questa conoscenza meno offensiva del mondo “homeless” mettendo a disposizione di chiunque il risultato dei due progetti.

Housing First. Foto di Antonella Giunta
Fiopsd - Housing First 2

Il workshop svoltosi nel 2017, dal titolo “Housing First”, ha visto nelle vesti di insegnanti due fotografi genovesi, Sandro Ariu e Federica De Angeli, che già avevano progettato e seguito il primo laboratorio del 2013, dal titolo più generale “Homelessness”. La partecipazione e i risultati di quest’ultimo erano stati ottimi, così, in collaborazione con gli organizzatori della Fio.psd, i due fotografi hannodeciso di concentrare il secondo workshop su una tematica un po’ più circoscritta, ovvero l’importanza di avere una casa. Se nel primo caso il materiale era stato raccolto dalle strutture (dormitori, mense, unità di strada), gestite dai soci della Fio.psd, delle sole città di Genova, Savona e Chiavari, nel secondo caso il raggio d’azione degli 8 allievi coinvolti è potuto arrivare a Torino, Verona, Bologna, Genova, Milano, Ragusa e Chioggia, dove sono state immortalate le persone che hanno usufruito dei progetti della rete Network Housing First italia, sempre promossi e gestiti dalla Fio.psd. Otto allievi in totale, alcuni tornati dopo la prima esperienza e altri iscritti ex novo, si sono dovuti confrontare con un mondo generalmente ignorato, o appositamente evitato: la sfida, per tutti i fotografi, è stata rimettere in primo piano la persona, e con essa un argomento sfaccettato e difficile. Per questo, come era avvenuto nel 2013, è stato istituito un corso introduttivo che aiutasse a individuare qualche tecnica utile ad affrontare il rapporto con i soggetti degli scatti, e soprattutto è stato necessario mettere bene in chiaro un principio portante di questi workshop, in base al quale è stato obbligatorio far firmare una liberatoria nel caso in cui una persona fosse riconoscibile negli scatti: il lavoro, così, è andato oltre il mezzo fotografico in sé, toccando l’importanza del rispetto dell’individuo e della sua immagine. 

Housing First. Foto di Giacomo Cicciotti
Fiopsd - Housing First 3

Le foto di “Homelessness” sono diventate una mostra esposta in varie occasioni nazionali ed internazionali, e ugualmente esiste il progetto di creare, con le immagini selezionate da “Housing First”, un’esposizione da mettere a disposizione sia dei soci della Fio.psd, sia di qualsiasi realtà che la richiederà: con l’opportuna segnalazione dell’autore della foto o del professionista coinvolto, sarà possibile usufruire del nuovo materiale per utilizzo divulgativo e promozionale della Federazione (escluso il fine commerciale), così, forse, inizierà a circolare un’idea di “visibilità del senzatetto” più giusta. (Elettra Bernacchini)

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