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“Andiamo in vacanza in Africa”: la scelta di un’estate solidale

Dal 2 al 13 agosto 21 ragazzi saranno impegnati nella missione del Movimento Shalom per ultimare un centro di formazione e una foresteria. Don Cristiani: “I racconti negativi sui giovani d’oggi non corrispondono alla realtà dei fatti”

01 agosto 2018

Casa della pace a Mityana
Casa della pace a Mityana

FIRENZE – Ventuno giovani spenderanno le loro vacanze in Uganda, dal 2 al 13 agosto, e saranno impegnati in un progetto di solidarietà promosso dal Movimento Shalom. Saranno accompagnati da don Andrea Cristiani e don Donato Agostinelli. Ultimeranno i lavori del progetto Casa della pace a Mityana, un centro di formazione per l’Africa con la sede del microcredito e una pizzeria con la foresteria per accogliere i volontari e sviluppare il turismo responsabile. I giovani italiani stringeranno legami coi loro coetanei africani.

“Solitamente dei giovani se ne parla in senso critico, raccontando solo episodi negativi – ha detto don Andrea Cristiani, fondatore di Shalom - ma questo non corrisponde alla realtà dei fatti. Obiettivo del nostro viaggio è la conoscenza della realtà africana. Senza un’esperienza diretta è difficile capire per esempio i motivi delle migrazioni. Vedere con i propri occhi la siccità che avanza e con lei la sterilità dei terreni, la fame e la sete, le malattie è quanto di più persuasivo per pensare ad un’accoglienza fraterna e responsabile. E’ un andare anche per capire quanto l’Africa abbia da dare all’umanità intera in termini di cultura e di umanità. I contatti con le comunità locali, solitamente caricano di entusiasmo e toccano i sentimenti più profondi, mostrando il volto bello dell’Africa”. 

E ancora: “Questo nostro viaggio – ha continuato don Cristiani - ha anche il compito di disilludere la popolazione locale di guardare all’Occidente e in particolare all’Europa come all’eldorado che risolve tutti i loro problemi. Gli diciamo con franchezza che non è così e che l’emigrazione illegale non è in assoluto la strada da imboccare. E’ invece fondamentale lavorare duro per lo sviluppo del continente africano. Tutto questo accompagnato dalla cultura della pace e dei diritti umani può frenare i sogni e le fughe incontrollate”.

 

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