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Campi rom, in Toscana un piano da 2 milioni per il superamento

Fondi ai Comuni che presenteranno piani per l’integrazione dei rom e per l’azzeramento dei campi. Rossi: “Nessuna via preferenziale”. Hanno aderito al protocollo già 5 comuni

01 agosto 2018

FIRENZE - La Regione Toscana propone ai Comuni un protocollo per impegnarsi insieme nel superamento dei campi nomadi e per una maggiore integrazione di Rom e Sinti che abitano in Toscana. Mette per questo a disposizione anche risorse per dare gambe agli interventi necessari: 500 mila euro ora (ed un altro milione nel 2019) destinati alla ristrutturazione di edifici e bonifiche di spazi capaci di offrire soluzioni abitative diverse, non più legate all'emergenza, altri 600 mila euro per contrastare l'abbandono scolastico nell'età dell'obbligo.

La polemica sui Rom e Sinti che scavalcano italiani e toscani nell'assegnazione delle case popolari per il presidente della Toscana Enrico Rossi però è mal posta. Anzi, "l'argomento proprio non si pone" risponde ai giornalisti, durante la presentazione dell'intesa. "Tutte le etnie – ripete - sono soggette alla stessa legge e agli stessi diritti. Lo dice la Costituzione e gli alloggi di edilizia pubblica si assegnano e saranno assegnati in base alla legge. Se fosse altrimenti, sarebbe un reato".

Negli interventi volti al superamento dei campi nomadi, obiettivo di una direttiva nazionale approvata dal governo Renzi e concordata anche con le comunità Rom e Sinti, la Regione interverrà al massimo fino a metà della spesa; il resto dovranno aggiungerlo le amministrazioni locali, che potranno presentare un progetto anche in forma associata o attraverso un'Unione, oppure le Società della salute. Le risorse sono affidate ad un bando che sarà presto pubblicato, le cui linee essenziali sono già state deliberate questa settimana dalla giunta.

"In Europa ci portano per bocca e ci definiscono come il ‘paese dei campi nomadi'. E' una situazione innaturale e a volte indecorosa - chiosa Rossi – ma per superarla la soluzione non sono le ruspe, che spesso spostano il problema solo un po' più in là". "Con le nostre azioni – prosegue - noi pensiamo di dare un ulteriore contributo a quanto già fatto negli ultimi quindici anni". Poi un appello alle prefetture, affinché "vengano effettuati sopralluoghi nei campi e perché le forze dell'ordine assicurino controlli periodici, costanti e continui".

Il protocollo d'intesa firmato oggi dai primi cinque comuni intende promuovere e realizzare azioni volte ad assicurare il superamento dei campi nomadi e il sostegno all'inclusione, ma prevede anche una maggiore presenza delle istituzioni nei campi, per assicurare un maggior rispetto della legalità come pure della conoscenza reciproca, oltre alla tutela e protezione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza con verifiche più intense sull'adempimento dell'obbligo scolastico e formativo in collaborazione con gli enti locali e le istituzioni scolastiche. L'accordo prova a disegnare una nuova governance e a sviluppare iniziative mirate in primo luogo al progressivo ridimensionamento delle grandi concentrazioni residue e al superamento di campi e insediamenti, riorganizzando le aree di sosta oppure attraverso interventi di bonifica, ripristino e demolizione. "L'individuazione delle singole soluzioni di dettaglio è affidata ai sindaci ed assessori sul territorio" spiega ancora Rossi.

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