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A scuola senza vaccini, il no della Toscana

I bambini potranno andare a scuola a settembre anche senza aver fatto i vaccini. La Regione Toscana non ci sta ed alza le barricate. L’assessore Saccardi: "Un atto da irresponsabilità"

03 agosto 2018

FIRENZE - I bambini potranno andare a scuola a settembre anche senza aver fatto i vaccini. La Regione Toscana non ci sta ed alza le barricate. "Un atto da irresponsabilità" tuona l'assessore alla salute, Stefania Saccardi. Con il Milleproroghe estivo il Governo ha deciso di rinviare di un anno, al 2019-2020, l'obbligo di presentare i certificati vaccinali così come era stato previsto dalla legge Lorenzin per i bambini da zero a sei anni. Sui vaccini il ministro ha già annunciato un disegno di legge specifico. Con il rinvio però la precedente normativa è di fatto già scardinata.

"Come medici ed esperti hanno già sottolineato, si tratta di una pessima idea" commenta Saccardi. "I vaccini, grazie al cosiddetto ‘effetto gregge' - ripete -, non difendono solo le persone a cui vengono somministrati ma anche gli altri, i neonati e gli immunodepressi ad esempio che vaccinati non possono essere. Perché ciò accada occorre però raggiungere una certa soglia, il 95 per cento di copertura, compresi i richiami". "Ed è necessario – ribadisce l'assessore – che l'obbligo permanga anche nelle regioni dove la copertura è già stata raggiunta, perché viviamo in un mondo globale dove la gente si sposta". Oggi sono dieci i vaccini obbligatori. "Spero – aggiunge – che non si faccia un passo indietro anche su questo".

Ma se il governo decidesse di andare avanti la Toscana è pronta a portare in approvazione la legge a cui già stava lavorando prima dell'entrata in vigore della legge Lorenzin. Lo spiega e ribadisce Stefano Scaramelli, presidente della Commissione sanità in Consiglio regionale. La Regione aveva infatti già promosso una legge toscana per introdurre l'obbligo di vaccinazione per l'iscrizione a scuola. Con la norma nazionale quella legge diventava superflua e non se n'era fatto più nulla. Quelle norme, varate dalla giunta e poi passate al vaglio della commissione regionale sanità, avrebbero però bisogno ora solo dell'ultimo passaggio in aula consiliare per diventare legge.

"In Toscana - sottolinea Scaramelli - l'evoluzione della discussione sul merito dell'obbligo dell'introduzione delle vaccinazioni nelle scuole aveva seguito un processo di partecipazione e condivisione tale da ipotizzare l'obbligatorietà, ai fini dell'iscrizione ai nidi e alle materne, di quei vaccini che la normativa nazionale declinava come obbligatori. L'evoluzione del quadro normativo nazionale e la richiesta avanzata proprio dalla nostra Regione di superare la dicotomia tra vaccini obbligatori e raccomandati ci consente oggi, nell'ambito delle nostre facoltà legislative, di poter ipotizzare la correlazione tra la loro obbligatorietà e l'iscrizione quanto meno ai servizi nido e materne, ambiti formativi non obbligatori nei quali la Regione ha piena competenza". "La sfida che abbiamo di fronte -prosegue il consigliere regionale - è evidentemente culturale prima ancora che legislativa o politica".

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