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Università del volontariato: a lezione di solidarietà. Corsi al via da novembre

Percorso didattico completo, corsi specialistici, seminari. Dal 2015 circa 4 mila le persone hanno partecipato alla formazione. Aperte le iscrizioni al quarto anno accademico. “Più competenze e maggiore consapevolezza di cosa significa fare volontariato”

08 agosto 2018

BOLOGNA – Un percorso didattico completo, corsi specialistici e seminari. È l'offerta formativa dell'Università del volontariato, progetto nato dal Ciessevi di Milano nel 2012 e che dal 2015 è attivo a Bologna su iniziativa di Volabo, il Centro di servizi per il volontariato cittadino. Sono circa 4 mila le persone che hanno partecipato alla formazione nelle prime 3 edizioni attivate nel 2015, 2016 e 2017, provenienti prevalentemente da -Bologna e dal territorio metropolitano (dal 2017 è attiva anche la sede di Ferrara). “Il primo semestre 2018 è stato un 'periodo ponte' in cui non abbiamo effettuato il percorso didattico completo ma abbiamo offerto corsi su tematiche specialistiche, con un'attenzione particolare alla riforma del Terzo settore, per aiutare le organizzazioni di volontariato ad acquisire familiarità con il Codice – spiega Chiara Zanieri, referente dei corsi per Volabo – Inoltre, abbiamo riproposto la ricerca sui bisogni di formazione di chi opera nel non profit per pianificare una nuova offerta formativa capace di rispondere a necessità e sfide emergenti. L'obiettivo è, infatti, quello di offrire percorsi di crescita e sviluppo di competenze al passo con i cambiamenti. Per questo abbiamo deciso di prenderci tempo prezioso da dedicare all'ascolto e alla raccolta dei bisogni formativi del territorio”. La quarta edizione prenderà il via a metà novembre (il percorso didattico completo), mentre da settembre verranno attivati corsi specialistici e seminari.

Competenze più strutturate e una consapevolezza rinnovata su cosa significa fare volontariato. Sono gli obiettivi dell'Università del volontariato. “Puntiamo a far acquisire competenze più strutturate a chi opera all'interno di un Ente del Terzo settore ma anche mostrare loro che fare volontariato non è solo occuparsi di interventi specifici in un'associazione ma essere consapevoli di far parte di un sistema, di doversi confrontare con i cittadini, con le istituzioni, con la comunità”, spiega Zanieri. I corsi rispondono a esigenze di competenza a vari livelli: da gestire e amministrare un'associazione a mantenere i rapporti con istituzioni e territorio, da comunicare e promuoverne le attività a trovare finanziamenti fino a migliorare la gestione dei volontari e la comunicazione interna.

Sono 2 le opzioni di formazione: un percorso didattico completo (corso lungo) e corsi specialistici e seminari. Il corso lungo inizia a metà novembre ed è rivolto a 25 persone che già hanno esperienza nell'ambito del Terzo settore (volontari, collaboratori, dipendenti di organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e altre organizzazioni ma anche cittadini che fanno volontariato in modo non strutturato) che verranno selezionate attraverso un colloquio. “Questo percorso prevede una preparazione propedeutica con 3 corsi base per 33 ore complessive da metà novembre a metà febbraio, 3 corsi specialistici, 1 seminario di approfondimento e uno stage – spiega Zanieri – Il ciclo si può concludere con il CVol, il riconoscimento delle competenze acquisite nel Libretto delle competenze del volontario. Si tratta di un pacchetto 'strong' che richiede un impegno importante sia in termini di tempo sia di energie”. Gli stage poi sono un'ulteriore opportunità per mettersi alla prova. “La durata minima è di 20 ore ma in media ci si attesta sulle 40 – aggiunge Zanieri - I partecipanti possono farlo all'interno dell'ente di cui fanno già parte o in una realtà terza, come occasione di fare altro volontariato: tra coloro che scelgono una realtà terza il 75% rimane operativo sia nella propria che in questa”.

I corsi specialistici hanno una durata minima di 6 ore e massima di 15 e prevedono momenti teorici frontali e laboratori pratici con esercitazioni di gruppo. Sono 6 le aree tematiche previste: relazioni e persone; comunicazione sociale e promozione; progettazione, gestione, intervento; comunità e partecipazione; amministrazione, fiscalità, normativa; ricerca fondi e finanziamenti. “Lavoriamo molto sulla socializzazione e sul confronto tra i partecipanti – continua Zanieri – C'è anche la possibilità di utilizzare lo spazio Fad, formazione a distanza, un ulteriore luogo di costruzione di socialità per la comunità-classe, per scambiarsi materiali e occasione di approfondimento sia con gli altri partecipanti sia con i docenti”. Ai corsi specialistici si aggiungono i seminari, incontri di 3 ore circa con esperti di livello locale e nazionale sul Terzo settore, istituzionali e accademici.

“Rispetto ad altre esperienze, a Bologna abbiamo scelto di rivolgerci solo a persone che hanno già esperienza di volontariato o nel Terzo settore – chiarisce Zanieri – Ci si confronta sulle differenti modalità e sui diversi approcci che ciascuno porta con sé”. Per chi non fa volontariato ma vorrebbe iniziare, Volabo offre inoltre “Chi cerca trova”, servizio di orientamento al volontariato sia per cittadini sia per associazioni. “Il servizio è pensato per conoscere, raccogliere e far incontrare le richieste di associazioni in cerca di nuovi volontari da coinvolgere nelle proprie attività e le disponibilità di persone interessate a dedicare parte del proprio tempo ad attività di volontariato – conclude Zanieri – ma che sentono il bisogno di ricevere maggiori informazioni ed essere orientate nel caleidoscopico mondo del volontariato”. (lp)

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