La marcia silenziosa dei braccianti, per dire no al caporalato

Marciano ordinati e in silenzio sulla strada sterrata che dall'ex ghetto di Rignano porta a Foggia. Sono i braccianti agricoli stranieri, per lo piu' africani, che hanno abbandonato la raccolta di pomodori per protestare e dire no al caporalato

08 agosto 2018

_ROMA - Marciano ordinati e in silenzio sulla strada sterrata che dall'ex ghetto di Rignano porta a Foggia. Sono i braccianti agricoli stranieri, per lo piu' africani, che hanno abbandonato la raccolta di pomodori per protestare e dire no al caporalato.

La manifestazione e lo sciopero dei braccianti sono stati indetti dall'Unione sindacale di base (Usb) dopo i due terribili incidenti stradali avvenuti in provincia di Foggia tra sabato e lunedi' scorso in cui 16 persone sono morte. Il corteo si concludera' a Foggia, davanti alla Prefettura. Nel pomeriggio sempre nel capoluogo daino si terra' l'iniziativa convocata da Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil insieme a Migrantes, Arci, Acli, Anpi, Libera, Caritas, Cittadinanzattiva. (DIRE)

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