Caregiver adolescenti, "Me-We" monitora salute e benessere sociale

Il progetto europeo ha l'obiettivo di raccogliere dati sui giovani caregiver che si prendono cura di uno o più familiari. Coinvolte 10 realtà di 7 paesi, tra cui l'Italia, dove si stima che quasi il 3% dei giovani 15-17 anni abbia responsabilità legate alla cura quotidiana di un familiare

09 agosto 2018

BOLOGNA – Raccogliere dati sugli adolescenti che si prendono cura di uno o più familiari che hanno bisogno di assistenza, identificare i loro bisogni e le loro necessità, ma anche condividere buone pratiche. Sono alcuni degli obiettivi di “Me-We” ovvero “Psychosocial support for promoting mental health and wellbeing among adolescent young carers in Europe” (in italiano “Supporto psicosociale per la promozione della salute e del benessere -dei giovani caregiver adolescenti”), il progetto sostenuto dall'Ue nell'ambito del Programma Horizon 2020 che coinvolge 10 partner – in Italia l'Inrca e Anziani e non solo  – di 7 Paesi (oltre all'Italia, Olanda, Belgio, Regno Unito, Slovenia, Svezia e Svizzera) iniziato a gennaio 2018 e che si concluderà a marzo 2021. Nel Regno Unito, ad esempio, si stima che l'8% della popolazione di età compresa tra gli 11 e i 18 anni sia un giovane caregiver, percentuali simili in Svezia dove il 7% dei ragazzi tra 14 e 16 anni è un caregiver, in Italia non ci sono dati certi ma si ritiene che il 2,9% dei giovani tra i 15 e i 17 anni abbia responsabilità legate alla cura e all'assistenza quotidiana di un familiare (dati Istat 2011), in Slovenia non ci sono dati.

Assicurare una buona salute mentale ai giovani caregiver è uno degli obiettivi del progetto “Me-We”. Inoltre, tra i risultati attesi ci sono effetti positivi a lungo termine sul lavoro e sulle opportunità di educazione per gli adolescenti che prestano assistenza ai familiari, riducendo il rischio di entrare a far parte della categoria dei Neet (i giovani che non lavorano, non studiano e non sono inseriti in percorsi di formazione) e il tasso di abbandono scolastico. “Prendersi cura di un familiare è un atto di solidarietà che rende merito a chiunque lo faccia, in particolare se si tratta di giovani adolescenti – scrive Inrca – Assistere senza essere preparati, tuttavia, può avere conseguenze negative per la salute. La mancanza di un appropriato supporto in questa fase di transizione della loro vita può infatti compromettere il benessere e le opportunità in vari ambiti. Oltre all'impatto a livello individuale, la mancanza di supporti adeguati per i giovani caregiver adolescenti può avere conseguenze negative a lungo termine anche per la società nel suo complesso”.

Un approccio multidisciplinare e co-progettazione. I ricercatori stanno coinvolgendo i giovani caregiver e gli stakeholder interessati (professionisti dell'educazione, del settore sociale, dell'assistenza sanitaria, organizzazioni giovanili, di caregiver e di volontariato) per disegnare insieme a loro un corso di formazione che ne sviluppi la resilienza e servizi socio-sanitari che possano supportarli nell'assistenza. (lp) 

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