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In cattedra col diploma: il caso della maestra invalida, assunta e licenziata

La storia denunciata da Anief: una maestra di 45 anni, sarda, dopo una lunga gavetta come supplente ha da poco conquistato una cattedra a tempo indeterminato. Che ora perderà, per via della decisione del Governo e dei parlamentari sui diplomati magistrale, attuata attraverso il decreto Dignità

16 agosto 2018

ROMA - Ha 45 anni, è invalida civile da solo l'anno scorso, dopo una lunghissima gavetta nella scuola, ha conquistato una cattedra a tempo indeterminato, seppure a 75 chilometri da casa. Ora però MGS, diplomata magistrale, poi laureata in Giurisprudenza, residente in provincia di Oristano, sarà licenziata e tornerà ad essere una supplente. La storia arriva da Anief, che denucia il caso come “emblematico di ciò che stanno vivendo tantissimi maestri che a settembre si ritroveranno fuori dalle GaE, senza contratto annuale garantito e con la sola prospettiva di sottoscrivere contratti di breve durata: maestri che per anni, dopo essersi formati a loro spese ed essersi presi le loro responsabilità di formatori, ora rischiano fortemente di tornare a fare supplenze per pochi giorni. E di non entrare più in ruolo nei prossimi 30 anni (come ha calcolato in questi giorni Tuttoscuola )”. Il sindacato torna a chiedere la riapertura delle GaE, tramite l’emendamento LeU al decreto Milleproroghe già approvato in Senato : una proposta salva-precari decisiva, a favore della quale Anief ha decretato di scioperare e manifestare l’11 settembre prossimo, giorno del suo approdo alla Camera per l’esame finale. 

box “Quanto descritto dalla maestra sarda, iscritta al nostro sindacato e che tuteleremo in tutte le forme e modalità possibili, costituisce l’emblema dell’ingiustizia di fondo che governa la decisione del Governo e dei parlamentari sui diplomati magistrale, attuata attraverso il Decreto Dignità – spiega il presidente nazionale di Anief Marcello Pacifico – La salvaguardia di un posto di lavoro, in certi casi, deve andare oltre a delle sentenze palesemente di carattere politico, che peraltro hanno contraddetto ben otto espressioni opposte enunciate dallo stesso Consiglio di Stato. Un maestro che ha affrontato anni e anni di sacrifici, immesso in ruolo, con responsabilità familiari e figli a carico, peraltro con un alto senso del lavoro, vale di più di una data o un timbro. Se poi rientra nelle categorie protette, nemmeno si dovrebbe porre il dubbio. Noi continueremo a dirlo fino alla noia: la soluzione è a portata di mano, non ve sono altre, ed è quella di riaprire le GaE. Tra i 40 mila diplomati magistrale che a settembre si ritroveranno fuori dalle GaE – riferisce ancora Pacifico - ci sono maestri tutt’altro che giovani che hanno fatto anni e anni di supplenze, poi hanno preso il ruolo lontano da casa e ora si troveranno con un pugno di mosche in mano”. 

Tra questi, c'è appunto M.G.S., classe 1973, che dopo una lunghissima “carriera” da precaria, nel 2017 è stata assunta a tempo indeterminato con riserva in un istituto di Isili, in provincia di Cagliari, a 75 chilometri dalla propria residenza, affrontando ben tre ore di viaggio quotidiano in auto. La donna nel frattempo è stata sottoposta ad un delicatissimo intervento, in seguito al quale è stata riconosciuta invalida civile. Ora però è in attesa del licenziamento: “alla luce dell’esiguo numero di cattedre da assegnare ai ruoli decise con il Decreto Dignità appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale - solo 12 mila posti a fronte di quasi 100 mila candidati - , la percentuale prevista per le categorie protette potrebbe non bastare per riacciuffare il contratto a tempo indeterminato”, riferisce Anief, che ha realizzato un’intervista alla maestra quarantacinquenne, sposata e con una figlia a carico.

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