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Genova, il dramma delle vittime. Gli sfollati non torneranno nelle case

Bilancio ancora provvisorio a due giorni dalla tragedia: si scava ancora fra le macerie. Sabato i funerali di Stato. I 664 sfollati non potranno tornare nelle loro abitazioni, che saranno abbattute come quel che resta del ponte

16 agosto 2018

GENOVA – Si scava ancora sulle macerie del ponte Morandi, crollato a Genova nella mattinata di martedì scorso 14 agosto: il bilancio delle vittime è ancora provvisorio, con nessun nuovo ritrovamento nella notte fra il 15 e il 16 agosto e il numero dei corpi estratti senza vita attestato a 38. Sabato a Genova si terranno i funerali di Stato: quel giorno sarà proclamato il lutto nazionale. In ospedale restano 14 feriti, cinque di questi sono in codice rosso. 
 
All'emergenza del disastro si aggiunge anche quella degli sfollati: a non avere infatti più una casa sono 664 persone (facenti parte di 331 famiglie). Sono gli abitanti delle case che sorgono proprio sotto il ponte Morandi, quella parte del ponte che è ancora in piedi ma che è definita instabile. Dopo aver atteso a lungo, a turno in molti sono potuti rientrare nelle abitazioni, per qualche minuto, per prendere effetti personali: il rischio che venga giù anche la parte del ponte rimasta in piedi è alta, e la Protezione civile e i Vigili del Fuoco verificano attentamente ogni movimento. E' gente che non ha più un posto dove vivere e che sa che la propria casa – come quel che resta del ponte – sarà abbattuta. In tempi da definire a breve. 
 
La procura di Genova ha aperto un'inchiesta per disastro colposo e omicidio plurimo a carico di ignoti per accertare le cause di quella che il procuratore Francesco Cozzi ha definito "una tragedia immane e insensata", per la quale "non si può parlare di fatalità". I magistrati faranno veriche anche sui tiranti del viadotto (qui il bando per la loro sostituzione) e verrà acquisita tutta la documentazione sul contratto di servizio che impegna Autostrade per la manutenzione. 
 
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato l'avvio della procedura per la revoca della concessione a società Autostrade. "Non possiamo aspettare i tempi della Giustizia - ha detto comunicando che il governo - sarà molto più rigoroso nella valutazione delle clausole" e andrà "a rivedere i contratti di servizio per rendere più stringenti i vincoli". Autostrade ha replicato dicendo che dimostrerà di aver sempre rispettato i propri obblighi e dicendosi pronta a ricostruire il viadotto in cinque mesi. E nel frattempo in Borsa il titolo della controllante Atlantia è andato giù a picco. 
 

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