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Genova, il cardinale Sepe: non si può morire per negligenza e incuria

"Non si può, non si deve morire per negligenza, per incuria, per irresponsabilità, per superficialità". Lo ha detto l'arcivescovo di Napoli ieri durante l'omelia dei funerali dei quattro ragazzi di Torre del Greco morti nel crollo del ponte Morandi a Genova: Antonio, Giovanni, Matteo e Gerardo

18 agosto 2018

Bologna - "Non si può, non si deve morire per negligenza, per incuria, per irresponsabilità, per superficialità, per burocratismo, per inedia, perché questa è la vera violenza, è la violenza contro la persona, contro l'umanita'". Lo ha detto il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, ieri sera durante l'omelia dei funerali dei quattro ragazzi di Torre del Greco morti nel crollo del ponte Morandi a Genova: Matteo Bertonati, Antonio Stanzione, Giovanni Battiloro e Gerardo Esposito. Il porporato li ha presieduti nella basilica cittadina di Santa Croce. "Che cosa si puo' dire a un genitore che vive nel dolore della morte del figlio? C'è il loro rifiuto a ogni tentativo di ragionamento. Solo la fede in Cristo morto e risorto - ha aggiunto il cardinale Sepe- può essere d'aiuto". Tra gli applausi dei presenti il cardinale ha scandito i nomi dei giovani. "Antonio, Giovanni, Matteo e Gerardo restano testimonianza viva di una violenza consumata non dal destino ma dalla mano dell'uomo che si sostituisce alla mano di Dio per i propri interessi, e diventano simbolo di rinascita se tutti sapremo uniformare i nostri ruoli e i nostri comportamenti a quell'etica della responsabilità che è parte fondamentale del vivere civile e religioso". (www.agensir.it) (DIRE)

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