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Genova, l'ultimo saluto alle vittime del crollo. "Dolore sconfinato"

Stamattina i funerali delle vittime del crollo del ponte Morandi. L'omelia del cardinale Bagnasco: "La città continuerà a lottare". Oggi in prefettura il Consiglio dei ministri per l'integrazione alla delibera sullo stato di emergenza. I morti salgono a 43

18 agosto 2018

boc ROMA – "Il crollo del ponte Morandi sul torrente Polcevera ha provocato uno squarcio nel cuore di Genova. La ferita è profonda, e fatta innanzitutto dallo sconfinato dolore per coloro che hanno perso la vita e per i dispersi, per i loro familiari, i feriti, i molti sfollati". Cosi il cardinale Angelo Bagnasco nel corso della sua omelia ai funerali di Stato per le vittime di Genova. "Innumerevoli sono i segni di sgomento e di vicinanza giunti non solo dall'Italia, ma anche da molte parti del mondo. Insieme alla preghiera del Santo Padre Francesco - che anche ieri sera, con una telefonata affettuosa, ha voluto manifestarci la sua prossimità - in questi giorni ovunque si innalza a Dio un'onda di preghiera. Genova è nello sguardo del mondo, in un grande abbraccio di commozione, di affetto e di attesa", sottolinea. 

"Il viadotto è crollato: esso non era solo un pezzo importante di autostrada, ma una via necessaria per la vita quotidiana di molti, un'arteria essenziale per lo sviluppo della città. Genova però non si arrende: l'anima del suo popolo in questi giorni è attraversata da mille pensieri e sentimenti, ma continuerà a lottare". "Come altre volte - ha aggiunto Bagnasco - noi genovesi sapremo trarre dal nostro cuore il meglio, sapremo spremere quanto di buono e generoso vive in noi e che spesso resta riservato, quasi nascosto. La rete organizzativa e la tempestività a tutti i livelli - istituzionale, di categoria e associazioni -, la professionalità di tutti, la disponibilità generosa di molti, la forza dei feriti, la preghiera e la solidarietà che subito si sono levate da ogni parte della Diocesi, rendono visibile l'anima collettiva della nostra città". "Sappiamo che qualunque parola umana, seppure sincera, è poca cosa di fronte alla tragedia, cosi come ogni doverosa giustizia nulla può cancellare e restituire". "L'iniziale incredulità e poi la dimensione crescente della catastrofe, lo smarrimento generale, il tumulto dei sentimenti, i perché incalzanti - ha continuato - ci hanno fatto toccare ancora una volta e in maniera brutale l'inesorabile fragilità della condizione umana. Ma proprio dentro a questa esperienza, che tutti in qualche modo ha toccato, si intravede un filo di luce. Quanto più ci scopriamo deboli ed esposti, tanto più sentiamo che i legami umani ci sono necessari: sono il tessuto non solo della famiglia e dell'amicizia, ma anche di una società che si dichiara civile".

"Ci auguriamo che i numerosi sfollati non solo trovino temporanea ospitalità, ma che possano ritrovare presto il necessario calore della casa". "E' lora della grande vicinanza. Siamo certi che nel cuore di ognuno stia crescendo per Genova un amore ancora più grande, convinto che essa lo merita, che non può essere dimenticata da nessuno, e che la sua vocazione è scritta nella sua storia di laboriosità e di tenacia, oltre che nella sua posizione di porta fra il mare e il continente". 

LA PREGHIERA DELLA COMUNITA' ISLAMICA.  Un momento di preghiera della comunità islamica per due fedeli musulmani si è svolto nella fiera di Genova al termine dei funerali di Stato. Due giovani albanesi morti nel crollo del viadotto erano di fede islamica. "Il crollo di un ponte che sia fisico o metaforico - ha detto il rappresentante della comunità islamica - provoca sempre un gran dolore: due punti che non si toccano più e portano via per sempre le vite di tante persone. Il dolore è immenso e affidiamo a Dio le preghiere per tutte le vittime, i feriti, gli sfollati e i soccorritori". Un pensiero anche per coloro dei quali sono stati celebrati i funerali in forma privata. "Siamo vicini a tutti voi e chiediamo al Signore di renderci consapevoli delle nostre responsabilità. Chiediamo a lui di accogliere le anime delle vittime e per la nostra Genova: saprà rialzarsi con fierezza". Un momento che, per don Ivan Maffeis, direttore dell'Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, è stato "un segno molto forte". "Siamo abituati a sottolineare le differenze. Qui siamo accomunati nel dolore e nella morte. Qui ci riconosciamo fratelli nella vita". 

TRE CORPI ESTRATTI DALLE MACERIE. Altri tre corpi sono stati estratti dalle macerie del ponte Morandi di Genova. Nella notte, i vigili del fuoco hanno individuato la macchina sulla quale viaggiava la famiglia Cecala: papà Cristian, la mamma Dawna e la piccola Kristal di 9 anni. Nel pomeriggio di oggi è stato trovato inoltre il corpo senza vita di Mirko Vicini, l'ultimo disperso. In serata, la Direzione sanitaria dell'Ospedale Policlinico San Martino di Genova ha fatto sapere che Marian Rosca, il paziente di origine romene del 1982, a seguito delle gravi ferite riportate, è deceduto. Il bilancio definitivo delle vittime sale così a 43. 

ALLE 15 CDM IN PREFETTURA. Si terrà alle 15 in Prefettura di Genova il Consiglio dei ministri per integrazione alla delibera sullo stato di emergenza del capoluogo ligure. (DIRE)

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