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Inondazioni in India, la testimonianza: in Kerala l'emergenza continua

Frate Sjo' Kannampuzha parla di una situazione disastrosa: "E' piovuto 45 giorni di seguito, 3 mila villaggi e 30 città sono sott'acqua, soprattutto nella zona centrale e meridionale. I morti aumentano ogni giorno e siamo oltre le centinaia"

20 agosto 2018

- ROMA - Frate Sjo' Kannampuzha parla di una situazione disastrosa: "E' piovuto 45 giorni di seguito, 3mila villaggi e 30 citta' sono sott'acqua, soprattutto nella zona centrale e meridionale. I morti aumentano ogni giorno e siamo oltre le centinaia". Un quadro davvero drammatico quello dipinto dal figlio di san Francesco di Paola che opera nella zona delle inondazioni da alcuni anni.  La stagione dei monsoni non accenna a placarsi. Nei prossimi giorni, dopo un po' di tregua, e' annunciata una nuova perturbazione soprattutto sullo Stato del Kerala in India, dove e' presente una comunita' di Padri minimi di San Francesco di Paola. Frate Sjo' Kannampuzha parla di una situazione disastrosa: "E' piovuto 45 giorni di seguito, 3mila villaggi e 30 citta' sono sott'acqua, soprattutto nella zona centrale e meridionale. I morti aumentano ogni giorno e siamo oltre le centinaia".

Un quadro davvero drammatico quello dipinto dal figlio di san Francesco di Paola che opera nella zona delle inondazioni da alcuni anni. A risentirne soprattutto i poveri, quelli che hanno case di fortuna o piccole abitazioni al piano terra. I frati sono al sicuro e si sono subito messi a lavoro; informano i superiori e i conoscenti attraverso i social, quando c'e' un po' di linea, "ma le erosioni del terreno non lasciano presagire nulla di buono". Una inondazione simile non accadeva da circa un secolo. Il frate fa riferimento ai racconti dei vecchi che parlano dell'inondazione del 1924, anche allora una calamita' senza precedenti che colpi' l'intera regione seminando distruzione e morte.

Ma anche in questi giorni la pioggia, l'acqua dei fiumi ingrossati, sta devastando il territorio che e' diventato tutto franoso. Vaste distese collinari riversano a valle detriti e materiale fangoso, ancora piu' pericoloso dell'acqua. Il frate parla di oltre 350 vittime (400 secondo gli ultimi aggiornamenti, ndr) "e di zone dove abbiamo conoscenti ed amici, anche familiari che ancora sono irraggiabili". "La solidarieta' nella tragedia non manca - aggiunge padre Sjo' - accanto alla struttura ufficiale gruppi di persone che non si risparmiano, mettendo anche in pericolo la loro vita.

Sono comuni scene di persone che si caricano sulle spalle bambini e anziani. Anche la politica sembra aver dato una dimostrazione di unita', non c'e' spazio per polemiche e critiche, nessuno si e' lasciato andare nel gioco delle colpe". Ma tutto questo non e' sufficiente, riferisce il frate, il Kerala da solo non c'e' la puo' fare. Chiede preghiere, invita alla solidarieta' secondo i canali ufficiali indicati dalla Caritas internazionale e per l'Italia alle indicazioni che vengono da quella nazionale.

Per i frati di san Francesco di Paola la scelta di condividere la poverta' di questo popolo non e' cosa nuova. In passato, e cosi' oggi, i frati non si risparmiano in quella che e' una vera e propria scelta di vita per amore del popolo, vivendo intensamente quella "spiritualita' della grotta" che ha sempre insegnato loro a penetrare la storia al di la' degli aspetti esteriori ed epidermici. L'intera comunita' di frati, tre sacerdoti e una trentina tra chierici e novizi, si sta adoperando per alleviare le sofferenze e rispondere alle emergenze, collaborando con la popolazione e le istituzioni locali; mancano cibo e acqua, scarseggiano i medicinali. Altre giornate di pioggia sono attese e l'emergenza continua. (AGENSIR-DIRE)

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