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Scacchi in carcere, la campionessa sfida i detenuti (che ha allenato)

Singolare partita in programma oggi nel penitenziario di Genova Pontedecimo tra il console dell’Ecuador, Martha Fierro, e i detenuti che proprio lei, Medaglia d’oro ai Giochi della Mente di Pechino, ha formato, con una serie di corsi tenuti anche a Marassi

21 agosto 2018

GENOVA - Prima li ha allenati, ora li sfida. E’ una partita a scacchi singolare quella in programma oggi nel carcere di Genova Pontedecimo: perché si gioca dietro le sbarre e perché sarà Martha Lorena Fierro Baquero console dell’Ecuador nel capoluogo ligure ma nota al popolo internazionale degli scacchisti (oltre un miliardo nel mondo) come medaglia d’oro ai Giochi della Mente di Pechino 2008, a sfidare i giocatori-detenuti che la stessa componente dell’Accademia internazionale degli scacchi ha formato.
In collaborazione con le direzioni degli istituti di Genova Marassi e di Genova Pontedecimo, la diplomatica ha organizzato infatti corsi destinati ai detenuti delle sezioni maschili e femminile tenuti da un gruppo di giovani maestri e, nella giornata conclusiva, sarà lei stessa a giocare in simultanea con i corsisti.

“L’esperienza è stata di grande beneficio - racconta la campionessa - sia per il Consolato che per i detenuti che vi hanno preso parte. Gli scacchi aiutano a migliorare l’autocontrollo, a pensare sempre quale sia la mossa migliore, quali siano benefici e svantaggi di ogni decisione e ad agire quando abbiamo la sicurezza di avere dei buoni risultati. Questo calcolo della miglior decisione lo possiamo replicare anche nella nostra vita quotidiana. Il rispetto delle norme nello ‘sport-scienza’ degli scacchi è fondamentale, tant’è che la prima regola è stringersi la mano sia all’inizio che alla fine della partita, quindi il rispetto, il pensare, la strategia, analizzare, cercare obbiettivi, sono valori che si possono rafforzare con gli scacchi e che crediamo siano stati rafforzati nelle persone detenute attraverso questo corso”.

“Già come componente dell’Accademia internazionale degli scacchi – si legge in una nota del ministero della Giustizia - Martha Fierro è stata sponsor di un’iniziativa analoga nel carcere di Spoleto dove ha organizzato un incontro tra una squadra di detenuti, adeguatamente formata, e la campionessa italiana in carica. Il progetto realizzato a Genova ha assunto però una ulteriore valenza educativa. Infatti il Consolato ha formato una squadra di dodici insegnanti, riconosciuti dalla Fide, costituita da studenti universitari ecuadoregni. Oltre che in scuole e caserme si è voluto far entrare i neo maestri anche in penitenziari per impartire lezioni ai reclusi proprio per la funzione educativa che si è ritenuto possa avere per i giovani vedere quali sono le conseguenze di comportamenti contro la legge”.

I corsi di scacchi in carcere si tengono già in altri paesi come Ecuador, Stati Uniti e Spagna e si sono svolte attività simili in altri istituti italiani. Sono iniziative che possono essere viste come forma di reinserimento sociale” conclude Martha Fierro che, nell’esprimere soddisfazione per gli esiti del progetto, comunica, anche a nome della Fide e dell’Accademia Internazionale di Scacchi, l’interesse ad avviare analoghe iniziative anche in altre carceri della penisola.

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