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Malnutrizione in Ciad, "livelli allarmanti". Oltre 100 bambini ricoverati

Medici Senza Frontiere lancia l’allarme. A due settimane dall’apertura del nuovo centro nutrizionale terapeutico di N’Djamena, è molto alto il numero di bambini ricoverati. "Anno davvero critico". Pesa il "peggioramento della situazione economica in seguito al calo dei prezzi del petrolio"

21 agosto 2018

ROMA – Sono oltre 100 i bambini ricoverati, in sole due settimane, nel nuovo centro nutrizionale terapeutico di Medici Senza Frontiere a N’Djamena, capitale del Ciad. E’ uno dei dati più significativi dell’ennesimo episodio di malnutrizione acuta, che colpisce non solo le province rurali della fascia del Sahel ma ora è cronica e ha raggiunto -proporzioni allarmanti tra i bambini sotto i cinque anni a N'Djamena, città di circa 1,5 milioni di abitanti. "Quest'anno è davvero critico, a causa di un peggioramento della situazione economica in seguito al calo dei prezzi del petrolio" spiega Chibuzo Okonta, vice coordinatore per le emergenze di Medici Senza Frontiere. Msf ha lanciato una risposta d’emergenza il 26 luglio, in collaborazione con il Ministero della Salute, con l’apertura di un centro nutrizionale terapeutico nel quartiere di Ndjari, per trattare i bambini di età compresa tra sei mesi e cinque anni affetti da malnutrizione acuta grave e complicazioni mediche associate. "Abbiamo aperto questo centro perché le poche strutture gestite dal Ministero della Salute e dai suopartner stavano lavorando a pieno regime e avevano ricevuto un gran numero di bambini gravemente malnutriti" spiega Patient Kighoma, responsabile del nuovo centro.

"I bambini arrivano spesso in uno stato molto critico e a questa età, quando sono così fragili, la situazione può peggiorare molto rapidamenteIl centro è diviso in diverse aree che consentono ai bambini di essere assistiti in base alle loro condizioni. La struttura ha un'unità di terapia intensiva, dove l’équipe di Msf stabilizza i pazienti più critici che richiedono un costante controllo medico. Sono troppo deboli per deglutire e vengono quindi alimentati attraverso un sondino che va dal naso allo stomaco. Alcuni ricevono assistenza respiratoria e liquidi per via endovenosa. "Una volta stabilizzati e dopo che hanno riacquistato appetito, diamo loro alimenti terapeutici a base di latte, preparati da assistenti nutrizionisti, o pasta di arachidi. In parallelo, continuiamo a trattarli per eventuali altre malattie o complicazioni presenti" afferma Kighoma di Msf. Quando le loro condizioni migliorano e vengono dimessi, questi bambini devono continuare a casa il trattamento con cibo terapeutico pronto all'uso e fare controlli settimanali presso un centro sanitario, come parte di un programma medico-nutrizionale ambulatoriale.

Diversi sono i fattori che determinano gli alti livelli di malnutrizione acuta osservati ogni anno in Ciad : tra questi, nell’ultimo anno, una crisi del potere d'acquisto, un’insicurezza alimentare stagionale particolarmente grave e uno sciopero del servizio pubblico che ha colpito il settore sanitario. Molte famiglie nella capitale sono colpite da questa crisi, e non tutte hanno i mezzi per affrontarla. "Mio marito ha perso il lavoro. Non veniva pagato da sette mesi. Alla fine di ogni mese, quando avrebbe dovuto essere pagato, gli veniva detto: "Torna domani", dice Fatima, il cui secondo figlio, Bathradine, è in cura presso il centro nutrizionale di Msf. La famiglia di Fatima ha cercato prima nuove opportunità nel sud del paese, ma poi è tornata a N'Djamena a mani vuote. Hanno venduto oggetti di valore, come tappeti e tende, ma non sono riusciti a pagare l'affitto. Il proprietario della loro casa si è appropriato di ciò che avevano lasciato. Accesso limitato all'assistenza sanitaria nutrizionale e pediatrica.

"Dobbiamo considerare che quando un bambino è gravemente malnutrito, le sue funzioni metaboliche sono compromesse e il sistema immunitario ne risente. Questo è il motivo per cui possono facilmente contrarre infezioni e le complicazioni possono essere fatali" dice Okonta di Msf. "Dobbiamo aumentare la capacità di ricovero ospedaliero, come abbiamo fatto con l'apertura di emergenza del centro di Ndjari, ma è fondamentale anche fare tutto il possibile per garantire che i bambini gravemente malnutriti siano curati in tempo nei centri sanitari, prima che sviluppino complicazioni". Per questo, in collaborazione con il Ministero della Salute ciadiano, Msf sta avviando attività medico-nutrizionali in due centri sanitari a N'Djamena e si sta preparando ad espandere ulteriormente questo tipo di attività in altre aree della città.

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