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Berlino, è già oro per l’Italia. Campoccio in cima al podio nel lancio del peso

Un oro nel lancio del peso e un bronzo nel salto in lungo. Cominciano così i Campionati europei paralimpici di atletica leggera di Berlino per la squadra azzurra. “Sono qui per sognare e voi dovete sognare insieme a me”, ha commentato a caldo Giuseppe Campoccio. Oggi 12 gli atleti italiani in gara

22 agosto 2018

Giuseppe Campoccio
Giuseppe Campoccio, oro Campionati europei paralimpici di atletica leggera di Berlino

 ROMA - Esordio iridato per gli azzurri ai Campionati europei paralimpici di atletica leggera di Berlino. Ieri, martedì 21 agosto, nella seconda giornata di gare (la prima che ha visto gareggiare gli atleti italiani) la squadra azzurra ha già lasciato il segno con il primo oro guadagnato nel peso F33 da Giuseppe Campoccio e il bronzo nel salto in lungo T63 centrato da Marco Pentagoni. “La cosa bella è che sono qui per sognare, io lo sto facendo e voi dovete sognare insieme a me”, ha commentato a caldo il suo risultato Giuseppe Campoccio. Il lanciatore in carrozzina corona così una stagione che gli ha fatto ritoccare il record italiano in ben sette occasioni in tutte le specialità dei lanci. Con un lancio da 11,17, Campioccio ha staccato nettamente gli avversari (il croato Deni Cerni fermo a 10,10 ed il polacco Michal Glab a 9,57) firmando così il primo oro internazionale della sua carriera. “È stata una bella gara, l’ho sentita al punto giusto - ha aggiunto. Volevo fare una misura più lunga, ma non mancherà occasione. Dedico questa medaglia a mia moglie Cristiana per regalarle un sorriso nonostante le difficoltà dell’ultimo periodo e vorrei ringraziare la Fispes che ha sempre creduto in me”. 

Una gara al cardiopalmo, invece, è stata quella di Marco Pentagoni. Il giovane saltatore, infatti, ha infilato quattro nulli prima di trovare la misura di 5,89 che lo ha proiettato sul terzo gradino del podio già a 19 anni. “Sono l’uomo più felice della terra - ha detto Pentagoni dopo la gara -. È un podio che sogno da sempre. Nelle mie passate esperienze internazionali ho sempre preso il quarto posto, oggi sapevo che ce la potevo fare nonostante i nulli. Spero che questa medaglia dia tanta grinta ai miei compagni”. Una medaglia che è un “simbolo”, ha aggiunto Pentagoni, perché “mi regala la consapevolezza di essere arrivato terzo contro i big della mia categoria - ha commentato -. Sono emozionato, oggi ho dimostrato di valere più di 5,80 come mi ha sempre detto la mia allenatrice”. Sui gradini più alti dello stesso podio di Pentagoni, il danese Daniel Wagner a cui è andato l’oro, mentre l’argento è andato al saltatore tedesco Heinrich Popow che a Berlino ha dato l’addio alle competizioni dopo una lunga carriera di successo.

Marco Pentagoni
Marco Pentagoni, bronzo Campionati europei paralimpici di atletica leggera di Berlino

A poca distanza dal podio, tra gli atleti azzurri, anche Oxana Corso, quinta nei 100 T35. Il suo crono da 16.60 non basta per inforcare una medaglia, ma la sprinter pluridecorata non si scoraggia. “Dopo le Paralimpiadi di Rio e l’operazione al piede, questa è la mia prima vera gara - ha spiegato Corso -. Sono contenta di essere riuscita ad agguantare la convocazione in Nazionale all’ultimo. È stato molto difficile trovare la forza di rientrare e Berlino è stata una bella motivazione. Ora bisogna solo mettersi a lavorare e magari trovare nuovi stimoli”. Sfiora il podio anche Diego Gastaldi nella corsa in carrozzina, concludendo i 200 T53 in 29.86, un tempo da quarto posto. “Provo un misto di felicità ed amarezza - ha commentato a caldo Gastaldi —. Sono contento di essere arrivato fin qui quando questo risultato qualche anno fa non era pensabile. Ho avuto però problemi in curva, dovendo riposizionare la carrozzina che virava sempre a sinistra. Nelle prossime gare devo settarmi meglio su questa pista che ha un fondo diverso rispetto a quella di allenamento”. 

Si aggiudica la finale nei 400 T20 Raffaele Di Maggio, che punterà al podio proprio mercoledì 22 agosto.“Mi sentivo in forma - ha spiegato il velocista dopo la gara -. Ho gestito la parte più importante della gara in maniera tranquilla, anche se ero un po’ teso all’inizio. Domani spero di andare meglio di oggi”. Passano il turno nei 200 a categorie accorpate anche Simone Manigrasso (T64) e Emanuele Di Marino (T44). Manigrasso chiude con il terzo crono di qualificazione (23.85). “Oggi era importante centrare la finale - ha commentato Manigrasso -. Questa è una bella pista ed è stata una bella gara”. Una prova “tranquilla”, invece, per Di Marino. “L’importante è esserci - ha spiegato -, sono di nuovo riuscito a portare la mia categoria in finale”. Mercoledì 22 agosto, infine, giornata intensa per gli azzurri con ben 12 atleti in gara. Campoccio sarà di nuovo in pedana, questa volta nel giavellotto F33, mentre Di Maggio, Di Marino e Manigrasso affronteranno le rispettive finali. Sarà invece esordio nella rassegna continentale per i due ori europei di Grosseto 2016, Oney Tapia e Martina Caironi. Il discobolo italo-cubano punterà al più alto gradino del podio, cercando di aggiungere ulteriori centimetri al suo primato mondiale F11 di 45,65. La Caironi tenterà di limare la migliore prestazione mondiale stagionale (4,88) nel lungo T63.  Con loro ci saranno i velocisti di Fispes Academy Riccardo Bagaini (100 T47) e Carlotta Bertoli (200 T13), e i più esperti Luca Campeotto e Andrea Lanfri nei 200 T62. Il portabandiera azzurro Farhan Hadafo Adawe si cimenterà nei 100 T52 con Diego Gastaldi in gara nei 400 T53.

 

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