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Nave Diciotti ancora ferma a Catania. L'appello: "Sbarcare i minori subito"

La nave della Guardia costiera ancora al porto di Catania, senza autorizzazione allo sbarco. Il garante dei detenuti Palma: "Si configura violazione articolo 13 della Costituzione e dell'articolo 5 della Convenzione dei diritti dell'uomo". I magistrati per i minorenni e Terres des hommes chiedono di far scendere i minori

22 agosto 2018

ROMA - La nave Diciotti della Guardia Costiera italiana resta al porto di Catania, per uno “scalo tecnico”, ma l’autorizzazione allo sbarco dei 177 migranti a bordo (tra cui minori e donne) ancora non arriva. Il Garante nazionale delle persone private della libertà, -Mauro Palma torna ad alzare la voce sul caso, e in una lettera indirizzata al Ministero dell’Interno esprime “preoccupazione per la situazione di stallo venutasi a creare”. “La maggioranza dei migranti sarebbe, secondo quanto risulta al Garante, di nazionalità eritrea e a bordo ci sarebbero anche oltre 20 minori non accompagnati” - si legge. Palma sottolinea che le persone a bordo della nave si trovano in una “condizione di privazione della libertà di fatto: senza la possibilità di libero sbarco e senza che tale impossibilità di movimento sia supportata da alcun provvedimento che ne definisca giuridicamente lo stato”. Questo potrebbe configurarsi come violazione dell’articolo 13 della Costituzione e dell’articolo 5 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu).

Ma a destare preoccupazione e indignazione, in queste ore, è anche la presenza dei minori a bordo (circa 20), la maggior parte dei quali sarebbero non accompagnati. “Esprimiamo preoccupazione per la notizia, riportata dagli organi di stampa, secondo cui tra le 177 persone poste in salvo dalla Guardia Costiera che da giorni si trovano sulla nave Diciotti e, giunti al porto di Catania, sono al momento impediti a sbarcare dalla nave stessa, vi sarebbero anche numerosi minori, non sappiamo quanti di questi soli e quanti invece assieme a qualche familiare - afferma Francesca Pricoco, presidente dell’associazione italiana Magistrati per i minorenni e per la famiglia. Pricoco ricorda che gli obblighi internazionali assunti dall’Italia richiedono che la condizione dei soggetti vulnerabili – tra i quali i minori, i minori non accompagnati, i genitori singoli con figli minori – debba essere tenuta in particolare considerazione nel momento in cui le persone straniere si presentano alla frontiera; per questa ragione le misure di accoglienza nei loro confronti debbono essere adottate senza ritardo, tenuto conto delle vicende dolorose e spesso traumatiche che li hanno già segnati;

“Proprio per assicurare l’effettività di queste misure, dell’esistenza di minori stranieri non accompagnati l’autorità di pubblica sicurezza è tenuta a dare notizia subito al Tribunale per i minorenni perché possa essere nominato loro un tutore, che li rappresenti legalmente e li informi sulla loro condizione giuridica - spiega - secondo la normativa nazionale, i minori già presenti sul territorio nazionale, come in questo caso quelli posti in salvo sulla nave Diciotti, non sono comunque espellibili dal territorio nazionale se non con un provvedimento specifico emesso dall’autorità giudiziaria”. Per questo l’associazione chiede di far sbarcare innanzitutto i minori e che “a tutti i soggetti vulnerabili sia consentito di lasciare la nave e sbarcare a terra, perché sia possibile l’apertura di procedimenti giudiziali a loro tutela e l’inserimento in strutture di accoglienza adeguate.

Anche Terres des hommes chiede che i minori vengano sbarcati immediatamente. Condividendo i molteplici appelli espressi dall'Autorità Nazionale per l'Infanzia e Adolescenza e dai magistrati per i minori e dal Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute perché si faccia rispettare la legge italiana e le convenzioni internazionali in tema di protezione dell’infanzia, Terre des Hommes ricorda che le misure di accoglienza e tutela nei confronti dei minori debbono essere adottate senza ritardo, tenuto conto delle vicende dolorose e traumatiche che li hanno già segnati.

Costringere dei minori in una situazione tale da un lato viola la Costituzione Italiana e i principi fondamentali di solidarietà e protezione dei bambini espressi nella convenzione Onu”, dichiara Donatella Vergari, segretario Generale della Fondazione Terre des Hommes Italia. “Dall'altro la permanenza a bordo sta oggettivamente mettendo a rischio giorno dopo giorno la già vulnerabile condizione di questi fanciulli, che conosciamo bene occupandoci ormai da un decennio di assistenza ai minori stranieri non accompagnati e minori con famiglie nei contesti di primissima accoglienza. E’ indispensabile procedere al più presto al loro inserimento in strutture adeguate e fornire loro l’assistenza psicologica e la tutela legale di cui hanno diritto anche secondo la legge Zampa, che ha posto l’Italia all’avanguardia nella protezione dei minori non accompagnati, almeno sulla carta”. (ec)

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