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Sollicciano, i detenuti scrivono al Governo: “Da 20 giorni senza ora d’aria”

Dopo il crollo dei calcinacci nei passeggi esterni, i reclusi non possono uscire all’aria aperta. E si appellano al ministro della giustizia: “Condizioni insostenibili, cambiare il carcere oppure dichiararlo inagibile”

23 agosto 2018

FIRENZE – Nel carcere fiorentino di Sollicciano i detenuti sono da venti giorni senza ora d’aria. E’ la conseguenza della chiusura di tutti e 13 i passeggi esterni dovuta a un crollo all’inizio di agosto. La direzione e i tecnici del carcere, a causa di un potenziale rischio crolli in uno dei passeggi, hanno optato per chiuderli tutti. Così, i reclusi non possono uscire all’aria aperta neppure per pochi minuti.

- Stremati da questa situazione, insieme al cappellano del penitenziario don Vincenzo Russo, hanno scritto una lettera al ministro della giustizia Alfonso Bonafede, come riportato oggi dal Corriere Fiorentino, per denunciare una situazione giudicata “insostenibile”. “Al disagio del caldo di questo periodo – scrivono i reclusi - si aggiunge il disagio di non poter accedere più a nessuno spazio all’aria aperta, come previsto dalla legge, creando una situazione fisicamente insostenibile la cui fine non è data prevedere. La gestione delle situazioni di emergenza all’interno del carcere di Sollicciano ci ha insegnato che i tempi per porre rimedio ad un siffatto stato di cose saranno, probabilmente, estremamente lunghi. Il tempo sinora trascorso senza che nessun intervento sia stato nemmeno previsto ci sta dando tristemente ragione. A differenza di altre situazioni però, in questo caso, è la vivibilità degli spazi minimi che viene meno, rendendo la pena, già di per sé pesante, ancor più insostenibile”.

Detenuti e cappellano chiedono soluzioni forti e immediate: “Tutto questo non è accettabile da un punto di vista umano e legislativo. La situazione va risolta con misure d’urgenza, trovando spazi alternativi, allestendo protezioni provvisorie, oppure se anche queste fossero ritenute non sufficienti, dichiarando inagibile la struttura fino alla risoluzione dell’emergenza”. E infine: “Non vogliamo attendere l’esplosione della disperazione, con atti eclatanti per fare notizia e per far sì che il problema venga affrontato e risolto. Non è un’impresa impossibile, basterà un po’ di senso di responsabilità da parte di chi ha le competenze del caso”.

La lettera è stata inviata, oltre che al ministro, al capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, al Sottosegretario alla giustizia, al presidente del Tribunale di Sorveglianza, al provveditore regionale del Dap, ai garanti territoriali, al sindaco di Firenze, al direttore di Sollicciano e al comandante della polizia penitenziaria.

 

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